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Un’altra esecuzione di massa da parte dei jihadisti dello Stato Islamico

By   /   29 Agosto 2014  /   Commenti disabilitati su Un’altra esecuzione di massa da parte dei jihadisti dello Stato Islamico

 

ISIL 4Ieri è stato diffuso un video in cui le truppe jihadiste dello Stato Islamico, cantando e sventolando bandiere nere, scortavano un gruppo di una ventina di soldati siriani in mutande verso una fossa comune per essere di lì a poco trucidati.

Soldati catturati durante la conquista della città di Tabqa, ultima posizione della provincia di Raqa caduta nelle mani delle milizie dello Stato Islamico, che si sono fino ad oggi distinte per esecuzioni pubbliche, amputazioni, frustate e crocifissioni.

Un altro spettacolo aberrante che mentre riempie di orrore l’Occidente e il mondo civile, molto probabilmente serve da propaganda nei confronti dei tanti giovani sbandati che vedono nella forza e nella brutalità un valore.

Di contro, l’Occidente resta inerme. Gli Stati Uniti finora si sono limitati a colpire con raid aerei alcune postazioni dei militanti e a lanciare aiuti ai residenti Shiiti della città di Turkmen, assediata da giugno. L’Europa in ordine sparso invia armi ai curdi per difendere la frontiera a nord, ai confini con la Turchia.

Anche gli abitanti di Amerli, nella provincia di Salaheddin, a nord di Bagdad, sono in forte pericolo a causa sia della loro religione, in quanto considerati eretici dai jihadisti, sia della loro resistenza. Proprio attorni alla città si stanno concentrando le truppe Irachene per difenderla, anche se il tempo rimane un fattore estremamente importante.

Ieri l’aviazione Siriana ha bombardato alcune postazioni di jihadisti, uccidendo 6 leader di ISIL. Washington rimane scettica a cooperare con il regime di Assad. Infatti, il Presidente degli Stati Uniti ha dichiarato che “Non credo che la situazione sia tra lo scegliere tra Assad e coloro che hanno portato a termine violenze mai viste”.

In realtà, credo che ne continueremo a vedere, visto che finora sono stati trucidati solo 160 dei circa 500 catturati mentre cercavano di scappare dopo la sconfitta di domenica, secondo quanto riportato dai Britannici dell’Osservatorio Siriano per i Diritti Umani.  di Vito Di Ventura

 

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