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FAO: cresce l’insicurezza alimentare nel Sahel

By   /   31 Luglio 2014  /   Commenti disabilitati su FAO: cresce l’insicurezza alimentare nel Sahel

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Siccità e conflitti continuano a creare enormi difficoltà nella regione sub-sahariana del Sahel. Dei 116 milioni di dollari richiesti dalla FAO per aiutare la popolazione sono stati raccolti solamente una piccola parte (16 milioni), una cifra del tutto insufficiente per soddisfare le necessità della popolazione africana. Le Nazioni Unite continuano ad appellarsi alla comunità internazionale affinché rinnovino l’impegno per combattere la fame e l’insicurezza alimentare. “Se vogliamo rompere questo ciclo di crisi cronica in tutta la regione del Sahel, l’assistenza d’emergenza agli agricoltori e ai pastori in crisi deve essere considerata una priorità assoluta“, ha affermato Robert Piper, Vice Segretario Generale dell’ONU e Coordinatore umanitario regionale per il Sahel. “Il modo migliore per ridurre l’emergenza di domani è quello di aiutare le famiglie a proteggere i loro beni oggi“, ha poi aggiunto.

A causa di mancati finanziamenti, gli interventi che potrebbero evitare un peggioramento della situazione alimentare sono in ritardo e le capacità delle comunità  locali di far fronte a crisi ripetute si stanno deteriorando“, ha affermato Bukar Tijani, Direttore Generale Aggiunto, dell’Ufficio Regionale della FAO per l’Africa. Quest’anno, le Nazioni Unite e i loro partner umanitari hanno lanciato un ambizioso Piano di Risposta Strategico Regionale triennale per il Sahel, affrontando alla radice le cause della fame. Il piano comprende anche un rapido incremento delle misure per contrastare nell’immediato l’insicurezza alimentare e le esigenze nutrizionali delle persone a rischio. Nel corso degli anni, nonostante gli sforzi dei governi e dei partner umanitari per combattere la fame nel Sahel, la situazione continua a rimanere di grande preoccupazione.

Nel febbraio 2014 già più di 20 milioni di persone soffrivano di insicurezza alimentare. Inoltre, la stagione delle piogge è stata finora irregolare, con precipitazioni abbondanti nella parte occidentale della sub-regione (tranne in Senegal) e precipitazioni inferiori alla media registrate in alcune parti orientali, in particolare in Nigeria, nel Togo, in Benin lungo il Golfo della Guinea, in Burkina Faso, in Niger e nel Ciad. In particolare in Senegal ed in Ciad le precipitazioni al di sotto della media hanno ritardato le semine. L’insicurezza alimentare cronica nel Sahel si sta deteriorando ulteriormente a causa dei massicci spostamenti di popolazione.

Gli sfollati provenienti dalla Repubblica Centrafricana e dalla Nigeria, che hanno cercato rifugio in Camerun, Niger e in Ciad, hanno bisogno di assistenza urgente. L’attuale assistenza della FAO è fondamentale per proteggere i mezzi di sussistenza delle famiglie più precarie, ma i mancati finanziamenti ostacolano gli sforzi per aiutare le comunità di pastori e agricoltori. Le famiglie rurali più povere che hanno un accesso limitato al settore agricolo e che non beneficiano di sostegni per il proprio sostentamento, continueranno a dipendere da lavoro occasionale, dal mercato per procurarsi il cibo e affidarsi a strategie di sopravvivenza dannose, come la vendita di tutto ciò che possiedono, la riduzione del numero dei pasti, o il ritiro dei bambini dalla scuola.

La FAO ha già fornito assistenza in periodi critici per aiutare oltre 1,2 milioni di famiglie rurali a prepararsi alla campagna agricola in corso. Nella regione occidentale di Kanem, nel Ciad, i recenti sforzi della FAO hanno portato a risultati significativi, attraverso un approccio su più fronti che associa un maggiore accesso delle donne alla terra irrigata, con buone pratiche agricole, allevamento di capre, formazione sulla nutrizione, attività generatrici di reddito e sistemi d’irrigazione a gocciolamento. Grazie a questo reddito agricolo aggiuntivo e a corsi di formazione, oltre la metà dei beneficiari ha adottato diete più varie ed equilibrate, inoltre si è registrata una drastica riduzione della malnutrizione infantile, che è scesa nelle famiglie beneficiarie al 12,6%, rispetto al 31% tra i non beneficiari. L’appello della FAO per 116 milioni di dollari per il Sahel è parte di un appello più ampio di 2,2 miliardi dollari di finanziamenti lanciato da tutti i gruppi  umanitari che operano nella regione, ad oggi finanziato solo per il 29%.

di Salvatore Verde

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