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Israele. L’Esercito entra nella striscia di Gaza

By   /   13 Luglio 2014  /   Commenti disabilitati su Israele. L’Esercito entra nella striscia di Gaza

lancio missili HamasNonostante la richiesta di cessate il fuoco delle Nazioni Unite, truppe israeliane ieri mattina sono penetrate nella striscia di Gaza per un raid contro una postazione di lancio palestinese, uccidendo oltre 160 palestinesi mentre 4 soldati israeliani sono rimasti feriti.

L’operazione è stata condotta dalle forze speciali e non sembra che questo sia premessa ad una più massiccia invasione. Di contro l’aviazione israeliana continua a bombardare e ieri è stata la volta della casa del capo della polizia, Taysir al-Batsh, e della vicina moschea, uccidendo 18 persone e ferendone almeno una cinquantina. Dall’inizio delle operazioni, l’Aviazione ha condotto non meno di 1.200 attacchi aerei.

Anche Hamas, da parter sua, incurante del cessate il fuoco, ha continuato a lanciare missili su Israele. In particolare, nella giornata di ieri sono stati oltre 90, mentre dall’inizio di questa offensiva sono stati oltre 700 i missili che hanno colpito Israele.

Il portavoce dell’Esercito Israeliano, Brigadier Generale Motti Almoz, ha fatto sapere che ci saranno ulteriori raid aerei nella zona nord al confine con Israele e ha chiesto alla popolazione di evacuare la zona. In risposta, il Ministro dell’Interno della striscia di Gaza ha esortato la popolazione a rimanere dicendo che si tratta della solita guerra psicologica israeliana.

Intanto, per dare un segnale forte al Libano, da dove sono partiti 2 missili su Israele, ieri l’Aviazione Israeliana ha bombardato senza tuttavia provocare vittime o danni. Ma la paura è che si possa aprire un secondo fronte.

In sintesi, nel conflitto Israelo-Palestinese si suona sempre la solita musica.

Hamas provoca Israele con il lancio di missili, che hanno sempre maggiore gittata ma ancora scarsa precisione. Il lancio, da mezzi altamente mobili, avviene di norma da siti improvvisati  e comunque sfruttando la copertura delle abitazioni.

Israele risponde con un raid aereo sulle coordinate di provenienza dei lanci, colpendo immancabilmente palazzi e provocando vittime civili. I servizi televisivi diffondono in tutto il mondo le scene di strazio dei familiari.

Così negli anni si è creato il binomio: Israele è il cattivo, mentre i Palestinesi sono i buoni. Hamas scompare dalla scena. Nessuno osa processarli per aver innescato un’ennesima strage di innocenti. E a processarli dovrebbero essere per primi i palestinesi stessi.

Per questo servirebbe un segnale forte del neo governo palestinese di unità nazionale, che richiamasse Hamas a maggior rispetto delle regole. Solo così potrebbe ritornare al tavolo delle trattative, con un peso politico di grande credibilità.

 

di Vito diVentura

 

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