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A Palazzo Sciarra la pittura inglese verso la modernità

By   /   9 Luglio 2014  /   Commenti disabilitati su A Palazzo Sciarra la pittura inglese verso la modernità

Foto Hogarth Pittura inglese

La Gran Bretagna nel XVIII secolo visse una fase di sviluppo sociale ed artistico che maturò di pari passo con la forte crescita industriale fatta segnare dal paese. Proprio grazie al sostenuto sviluppo economico si originarono nuove classi sociali di professionisti che contribuirono, in qualità di nuovi committenti, allo sviluppo delle arti visive.

Industriali e mercanti, scienziati, filosofi e banchieri, nell’intento di dare lustro allo status sociale acquisito, resero crescente in particolare la domanda di ritratti e di opere pittoriche legate alla rappresentazione del paesaggio o delle dimore di loro proprietà.

Per raccontare questa fase evolutiva che diede particolare linfa ai pittori inglesi dell’epoca è stata allestita la mostra “Hogarth Reynolds Turner. Pittura inglese verso la modernità” che, con le sue sette sezioni, sarà visitabile fino al 20 luglio a Roma presso la sede della Fondazione Roma Museo a Palazzo Sciarra.

I curatori dell’evento, Carolina Brook e Valter Curzi, presentano per l’occasione una qualificata selezione dei più importanti pittori anglosassoni, privilegiando proprio i soggetti legati alla ritrattistica e alla pittura di paesaggio che all’epoca contribuirono ad interpretare la “nuova modernità”.

La rassegna prende avvio dalla capitale inglese, vero cuore pulsante dell’impero. Londra era cresciuta al punto da divenire emblema della metropoli moderna. Eccola allora rappresentata in opere di Scott, Marlow o Sandby accostate a lavori del principe dei vedutisti, ovvero il veneziano Canaletto.

Canaletto è presente in mostra in particolare con due opere che raffigurano scorci di Londra: “City di Londra attraverso un arco di Westminster Bridge” e “Westminster Bridge in costruzione visto dalla sponda di sud-est”, entrambe risalenti al 1747.

È poi la volta del “mondo nuovo” con artisti come Hogarth con la sua pittura teatrale e con le sue superbe incisioni tra cui ricordiamo “Marriage à la mode”, oppure Füssli, quest’ultimo specializzato nei soggetti shakespeariani.

Nell’ambito della ritrattistica da segnalare le opere di Gainsborough e Reynolds che raffigurano aristocratici, nobildonne e personaggi influenti della società inglese. Del secondo è presente anche l’opera “Lady Bampfylde” (1776-77).

Per contro, pittori come Cozens, Girtin e Towne con i loro acquarelli e Wilson, Wright of Derby, Jones, Stubbs e altri artisti invece attraverso la pittura ad olio, ci presentano poi una ricca carrellata di bellissimi paesaggi.

La mostra si conclude con le opere di Constable e Turner poste vis à vis. Relativamente ai lavori dei due artisti, di Constable è da citare la presenza della “Veduta della Cattedrale di Salisburgo” (1829-31) mentre di Turner del “Paesaggio a Nepi con acquedotto e cascata”.

Una storia affascinante che racconta dunque un lungo viaggio nella civiltà figurativa inglese e che fa ben comprendere allo spettatore l’assoluta importanza assunta nell’età della modernità dalla ritrattistica e dalla pittura incentrata sul paesaggio.

di Aurora Portesio

Hogarth Reynolds Turner. Pittura inglese verso la modernità
a cura di Carolina Brook e Valter Curzi
dal 15 aprile al 20 luglio 2014
Fondazione Roma Museo – Palazzo Sciarra, Via Minghetti 22, Roma
orari: lunedì ore 14-20, da martedì a giovedì e domenica ore 10-20; venerdì e sabato ore 10-21

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