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ISIL. Adesso l’obiettivo è Roma

By   /   3 Luglio 2014  /   Commenti disabilitati su ISIL. Adesso l’obiettivo è Roma

Leader ISILRoma caput mundi”, Roma da conquistare per governare il mondo. E’ stato così per secoli dalla caduta dell’impero romano e su Roma hanno marciato tutte le razze fino ad allora conosciute, prima dominate dai romani. Dai Barbari ai Bizantini, dai Goti ai Longobardi. Ora, Roma, centro della cristianità e quindi degli infedeli, diventa il prossimo obiettivo del califfo Omar al-Shishani, auto proclamatosi capo di tutti i musulmani.

Dopo l’annuncio della formazione dello “Stato dei Musulmani” o califfato nelle regioni a cavallo della Siria e dell’Iraq, il gruppo terroristico Islamic State of Iraq and Levant, cancellando le parole Iraq e Levante dalla sua sigla per diventare semplicemente ma più ambiziosamente “Islamic State”, dopo aver promesso agli Stati Uniti un attacco peggiore dell’11 settembre, adesso ha allungato il tiro su Roma e sul mondo cattolico.

Omar al-Shishani, il cui vero nome è Tarkhan Batirashvili, è di origine Cecena, essendo nato, 29 anni fa, a Pankisi Valley, nel Caucaso (Georgia). Arruolatosi nell’Esercito Georgiano, è stato dimesso per malattia. Arrestato per detenzione illegale di armi, è stato rilasciato nel 2010. Da allora, insieme ad altri circa 500 ceceni, si è unito alla guerra civile in Siria, dove ha dato vita ad un gruppo militante, inizialmente accettato dalle forze di opposizione “The Emigrant and Partisan”, e successivamente allontanato perle loro efferatezze.

In Siria, Tarkhan ha acquisito il nome di battaglia “Omar il Ceceno” ovvero “Omar al-Shishani”. Il suo gruppo si è poi unito a quello di al-Baghdadi, leader del gruppo jihadista iracheno.

Adesso che il gruppo ha nelle sue mani un vasto territorio a cavallo della Siria e dell’Iraq, nelle regioni di Aleppo e Baqa, le varie fazioni si sono riunificate e integrate sotto il suo comando e la dichiarazione del califfato, sotto la cui bandiera dovrebbero aderire tutti i musulmani, ne ha di fatto esteso gli obiettivi strategici e fa proseliti, tant’è che anche il gruppo terroristico islamico di al Queda nel Maghreb ha annunciato la sua adesione al califfato.

Come prendere queste minacce? Che peso dare loro? Spetta agli organi competenti esaminarle e agire di conseguenza, ma certamente non bisogna sottovalutarle.

di Vito DiVentura

 

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