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Hong Kong. Imponente manifestazioni in piazza pro-democrazia

By   /   1 Luglio 2014  /   Commenti disabilitati su Hong Kong. Imponente manifestazioni in piazza pro-democrazia

manifestazione a Hong KongIn migliaia sono scesi questa mattina, con striscioni e slogan, per le strade di Hong Kong per chiedere più democrazia. La fiumana di gente si snodava da Victoria Park al centro, nel quartiere commerciale, dei grattacieli.

In particolare, i manifestanti chiedono di poter eleggere liberamente il proprio candidato a governatore della città di Hong Kong, che attualmente viene scelto da in Comitato di 1.200 persone, naturalmente pro-Pechino.

In realtà, proprio domenica scorsa è terminata una 10 giorni di referendum e circa 800 mila cinesi di Hong Kong hanno votato a favore dell’elezione diretta del governatore. Pechino ha bollato il referendum come “invalido e illegale”.

Il 1° Luglio è l’anniversario della cessione di Hong Kong, da parte Britannica, alla Cina, avvenuta nel 1997, sotto l’accordo “una nazione, due sistemi”.

In questo giorno i residenti hanno la libertà di manifestare, di esprimere liberamente il proprio pensiero, come fanno ad Hyde Park, a Londra. Ma questa usanza britannica viene ogni anno contrastata.

Di recente ci sono stati diversi attacchi ai giornalisti e ai siti online, mentre lo scorso mese gli animi si sono ancor più esasperati dopo la pubblicazione del “Libro Bianco” sul futuro di Hong Kong che è stato visto dai residenti come un avvertimento a non oltrepassare i limiti consentiti da Pechino.

La Cina ha promesso che nel 2017 lascerà scegliere ai residenti di Hong Kong i loro leader, ma, secondo Pechino, la lista dei candidati dovrebbe essere approvata dal governo centrale e questo genera la convinzione che solo le persone vicino al governo saranno eleggibili.

A onore del vero, va comunque detto che negli oltre 100 anni di dominazione Britannica, il governatore di Hong Kong non è mai stato eletto democraticamente ma imposto dalla Corona. E’, quindi, naturale che Pechino abbia continuato la tradizione, imponendo un suo candidato.  

di Vito DiVentura

 

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