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Diritto all’oblio, la diffamazione va cancellata da Internet

By   /   28 Giugno 2014  /   Commenti disabilitati su Diritto all’oblio, la diffamazione va cancellata da Internet

Diritto all'oblioIn caso di diffamazione, sarà responsabilità dei gestori del web la cancellazione di ogni dato sensibile o personale della vittima. La decisione arriva dalla commissione Giustizia al Senato, che propone un emendamento al nuovo ddl sulla diffamazione a mezzo stampa. Se la vittima decidesse di esercitare il proprio diritto all’oblio, in questo caso tutti i contenuti incriminati andranno rimossi da motori di ricerca e siti Internet. Qualora la diffamazione fosse accertata e i gestori degli spazi informatici non rispettassero la decisione della vittima, le multe potrebbero variare da cinquemila a ben venticinquemila euro.

La campagna per il diritto all’oblio sta viaggiando in tutta Europa, e il primo a mettere a frutto i risultati è Google, che fornisce ai propri utenti un modulo per cancellare i risultati delle ricerche quando si tratti di dati sensibili. Fa discutere, tuttavia, la cosiddetta «deindicizzazione» dei risultati: cancellare informazioni su di sè in Italia non assicura che queste non siano ancora visibili negli altri stati europei. Si discute ancora su come trovare un modo di tutelare la privacy di ogni persona che possa essere fatto rispettare anche su Internet e che possa non sconfinare nella censura.

di Chiara Gagliardi

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