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Obama chiede al Congresso di finanziare i ribelli siriani

By   /   27 Giugno 2014  /   Commenti disabilitati su Obama chiede al Congresso di finanziare i ribelli siriani

bombaramenti a HomsDopo il bombardamento siriano in Iraq, il Presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, ripropone al Congresso la richiesta di finanziamento dei ribelli che combattono il regime di Bashar al-Assad. Obama ha chiesto 500 milioni di dollari per addestrare ed equipaggiare i gruppi “moderati”.

Il finanziamento, compreso nel pacchetto di 65,8 miliardi di dollari chiesti per le Operazioni di Contingenza Fuori area del Pentagono (OCO – Overseas Contingency Operations), dovrebbe allargare le attività già condotte sotto copertura dalla CIA in Giordania.

Il pacchetto OCO in realtà comprende una serie di finanziamenti tra cui anche quelli relativi alle generiche  operazioni di contro terrorismo, all’impiego di militari in Europa dell’Est (Ucraina) – tra cui aerei, truppe e materiale pre posizionato-, e alle spese correnti in Afghanistan.

Il pacchetto siriano farebbe parte di uno ancora più vasto, di 5 miliardi di dollari, per la costruzione di nuove infrastrutture contro terrorismo in collaborazione con i paesi partner “dall’Asia del Sud alle regioni sub Sahariane (Sahel)”.

Degli 1,5 miliardi di dollari, il Dipartimento di Stato utilizzerebbe 1 miliardo per migliorare la sicurezza alle frontiere dei paesi confinanti con la Siria e migliorare il servizio dei rifornimenti dei campi profughi in Giordania, Libano, Turchia e Iraq. 500 milioni per addestrare e equipaggiare elementi sicuri e affidabili dell’opposizione siriana per “difendere il popolo, stabilizzare le aree da loro occupate e rifornirle di servizi essenziali, difendersi sa minacce contro terroristiche e promuovere le condizioni per un negoziato”.

Molte sono le critiche alle mosse di Obama poiché questo, in pratica, non solo significa un intervento diretto degli Stati Uniti nel conflitto siriano, ma soprattutto un aiuto indiretto ed una credibilità a gruppi come ISIS (Stato Islamico dell’Iraq e della Siria) ed altri gruppi musulmani Sunniti.

Personalmente ritengo che, comunque la si voglia vedere, la questione di fondo non è a chi e in che misura vanno i finanziamenti, ancorché sia importante, ma la conferma che gli Stati Uniti abbiano le mani in pasta ovunque, in tutto ciò che accade su questo pianeta, sia in modo celato che palese. di Vito Di Ventura

 

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