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Spurs campioni NBA: le pagelle delle Finals

By   /   17 Giugno 2014  /   Commenti disabilitati su Spurs campioni NBA: le pagelle delle Finals

Gli appassionati di basket italiani stanno ancora gioendo per la vittoria di Marco Belinelli. Un nostro connazionale sul tetto più alto del mondo fino a pochi anni fa non era nemmeno immaginabile, ma Belinelli ha faticato molto, ha superato innumerevoli difficoltà e mai anello è stato più giusto di questo.

Le finali però non sono state molto combattute. Se questo sia stato merito di San Antonio che ha annientato gli avversari o di Miami in caduta libera ce lo spiega Basketcaffe.com con le sue pagelle.

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Le pagelle delle NBA Finals

SAN ANTONIO SPURS

Gregg Popovich – 10. Da quasi un ventennio ai San Antonio Spurs, l’ex agente della CIA è colui che incarna la filosofia della franchigia e a distanza di 15 anni dal primo titolo, ha saputo tenere sempre ad alto livello la squadra, costruita attorno a Tim Duncan e poi a Parker eGinobiliDiaw, Mills, Green e Belinelli sono scelte azzeccate ma il lavoro che c’è dietro è unico. Un genio, aldilà dei siparietti con Doris Burke.

Kawhi Leonard – 9. Il divo del muto di casa Spurs ha fatto un altro salto di qualità e ha rivoltato la serie nelle due gare di Miami. L’ex stella di San Diego State, dopo i 18 punti con 4 rimbalzi totali delle prime due partite, ha innescato la quinta e non ce n’è stato più per nessuno: 29 in gara 3, 20+14+3 stoppate in gara 4 e 22+10 in gara 5 (61% dal campo e 58% da tre nella serie). MVP delle Finals e futuro della franchigia.

Tim Duncan – 8,5. A 38 anni il nuotatore caraibico ha dimostrato di essere ancora in grado di dominare una serie su due lati del campo, in difesa soprattutto, meritandosi anche gli elogi di LeBron James. Con Popovich rappresenta la dinastia neroargento: 5 anelli in 15 anni. E’ la reincarnazione di Bill Russell.

Manu Ginobili – 8. Quello con più voglia di rivincita di tutti perchè era il primo a sapere di non aver giocato al suo meglio nel 2013, anzi. In queste Finals è stato semplicemente ladifferenza, l’uomo in grado di entrare dalla panchina e spaccare tutto con le triple, gli assist e le zingarate nell’area avversaria. 16 e 11 assist in gara 1, 19 punti in gara 5: c’è la firma delContusion sul titolo Spurs.

Boris Diaw – 7,5. Capitain Babac è stato determinante pur non andando mai in doppia cifra per punti! Coach Pop lo ha messo in quintetto da gara 3 e la serie è girata perchè con lui lacircolazione di San Antonio, già discreta, è diventata un rebus irrisolvibile per Miami. Chapeau Boris.

Tony Parker – 7. A causa di qualche problema fisico che lo ha limitato, non è stato il solito imprendibile Parker ma nonostante tutto la sua leadership è stata determinante e più di una volta Popovich lo ha rincuorato e gli ha fatto sentire quanto sia importante. Super nelle prime due gare (19+8 assist e 21+7), sufficiente nelle successive tre. Ha coronato il sogno di vincere con la Francia e con gli Spurs insieme all’amico fraterno Diaw.

Patty Mills – 7. L’australiano è la scommessa vinta dagli Spurs, l’emblema del ‘players development’ di Popovich. L’aborigeno Mills si è disciplinato, si è inserito nel sistema ed è diventato un’arma letale dalla panchina: ha chiuso col 56% da tre, 14 punti in gara 4 e 17 in gara 5. Una presenza demoniaca.

Marco Belinelli – 6,5. Ha chiuso la stagione delle sue prime volte cestistiche coronando il sogno di diventare campione NBA. Nelle Finals ha avuto meno spazio ma con la fiducia di Pop e del gruppo sempre presente, si è fatto sempre trovare pronto, concentrato, aggressivoe si è meritato l’anello. 9 fantastici punti in gara 1, la tripla che ha ricacciato indietro Miami in gara 3, solido in tutta la serie. UnBELIevable.

 

MIAMI HEAT

LeBron James – 8,5. Ora si tornerà a parlare del LeBron perdente e via dicendo ma nonostante la sconfitta per 4-1 e una gara 3 in cui ha steccato aldilà delle 7 palle perse, James è stato il motivo per cui gli Heat non hanno perso 4-0 con 20 punti di scarto ogni sera. Icrampi lo hanno fermato in gara 1 (forse l’avrebbe vinta…), in gara 2 è stato super (35 e 10 rimbalzi): da lì in avanti è stato lasciato solo e lui ha sempre risposto da campione, cercando sempre di coinvolgere i compagni e tenere tutti uniti. Un campione unico e assoluto, altro che perdente.

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