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Iraq. Gli Stati Uniti inviano le forze speciali

By   /   17 Giugno 2014  /   Commenti disabilitati su Iraq. Gli Stati Uniti inviano le forze speciali

Barack Obama 5Per fermare l’avanzata delle forze dell’Islamic State of Iraq and the Levant (ISIL), che hanno in pratica conquistato quasi tutto l’Iraq e circondato la capitale Bagdad, gli Stati Uniti invieranno un contingente di circa 275 soldati, forze speciali, per proteggere la loro Ambasciata e altri interessi nel Paese.

Inoltre, una riserva di altri 100 soldati potrebbe essere dislocata in un paese terzo, pronta ad intervenire in caso di necessità. Questi soldati si uniranno ai circa 160 colleghi, di cui 50 marines, già presenti in Iraq.

Le forze speciali, sotto la responsabilità dell’Ambasciatore, dovrebbero affiancare l’Esercito Iracheno allo sbando di fronte all’avanzata dei ribelli islamici.

Obama, la cui campagna elettorale era stata improntata al ritiro delle truppe dall’Iraq, ha ceduto alla pressione del governo iracheno e dei Repubblicani, ma non vorrebbe che le truppe fossero a diretto contatto delle unità combattenti, a meno che la situazione non degenerasse ed evolvesse in guerra aperta.

La novità assoluta è la disponibilità offerta dal vicino Iran, che ha tutto l’interesse a mantenere la supremazia Sciita nei confronti della minoranza Sunnita, e, quindi, pronta a combattere i ribelli Sunniti dell’ISIL .

Quest’apertura, inaspettata e insperata, dell’Iran ha spiazzato gli Stati Uniti che da una parte vedono di buon occhio l’inizio di una nuova fase diplomatica con l’antico e storico nemico, ma dall’altra sono molto cauti a dare crediti che potrebbero rivelarsi controproducenti.

Step by step” ha dichiarato il Segretario di Stato Americano, John Kerry, che si è detto disponibile a dialogare con l’Iran sul modo come combattere i ribelli, ma questo, secondo alcune fonti, non significa una consultazione o una cooperazione militare.

Intanto, il Comandante delle forze d’elite, Quds Force, il Generale Ghasem Soleimani, ieri era a Bagdad per consultazioni con il governo iracheno. Gli USA erano stati avvertiti della visita di Soleimani, le cui forze sono una costola delle Guardie Rivoluzionarie Iraniane che in passato hanno addestrato militanti sciiti a effettuare attentati alle truppe americane in Iraq e, più di recente, a combattere contro il regime del Presidente Siriano Bashar al-Assad.

In sintesi, Iraniani e Americani vogliono entrambi che il governo Iracheno, del Primo Ministro Nouri al-Maliki, ristabilisca l’ordine nel Paese e scacci i ribelli. Tuttavia, in futuro gli Stati Uniti vorrebbero un parlamento più democratico con una larga rappresentanza sunnita, mentre l’Iran tenderebbe a proteggere la popolazione sciita e il governo attuale per guadagnare quella tanto desiderata superiorità regionale a discapito dei potenti Stati Arabi del Golfo, a maggioranza Sunnita.  

di Vito Di Ventura

 

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