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FAO: Cile, Cina Marocco più vicini all’obiettivo di sviluppo del millennio

By   /   17 Giugno 2014  /   Commenti disabilitati su FAO: Cile, Cina Marocco più vicini all’obiettivo di sviluppo del millennio

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Sono oramai passati quasi 14 anni da quando i Capi di Stato e di governo di tutti gli Stati membri dell’ONU, riuniti dal 6 all’8 settembre 2000 a New York nel “Vertice del Millennio“, la più ampia riunione di leader della storia, apposero la propria firma in calce alla “Dichiarazione del Millennio“. In quella sede i leader mondiali affermarono la loro responsabilità non soltanto nei confronti dei rispettivi popoli, ma verso l’intera specie umana, definendo una serie di ambiziosi propositi da conseguire entro il 2015. Da quell’incontro si susseguirono altri summit delle principali agenzie delle Nazioni Unite che portarono alla definizione degli otto Obiettivi di Sviluppo del Millennio (OSM): otto traguardi misurabili e inequivocabili, vincolanti per l’intera comunità internazionale, che affidavano all’ONU un ruolo centrale nella gestione del processo della globalizzazione.

Tra questi ricordiamo il primo che prevede di eliminare la povertà estrema e la fame. In particolare di dimezzare, fra il 1990 e il 2015, la percentuale di persone che soffrono la fame (dimezzando la percentuale di persone che vivono con meno di un dollaro al giorno). Non manca molto alla scadenza del primo obiettivo e difatti, nei giorni scorsi anche il Cile, la Cina e il Marocco hanno ricevuto il riconoscimento ufficiale della FAO per il progresso eccezionale compiuto nella lotta contro la fame, un risultato che li vede entrare in un gruppo crescente di paesi che hanno raggiunto gli obiettivi internazionali in anticipo rispetto alla data fissata della fine del 2015.

Un anno fa abbiamo festeggiato i primi 38 paesi che avevano raggiunto l’obiettivo MDG, tre anni prima della scadenza del 2015. Ora siamo qui riuniti per riconoscere altri tre paesi per gli sforzi compiuti“, ha dichiarato Graziano da Silva. Naturalmente l’obiettivo globale complessivo resta l’eradicazione totale della fame e della malnutrizione. Ma è evidente che obiettivi così ambiziosi vadano raggiunti per step e questi sono i primi passi per costruire un futuro migliore, in cui nessuno sia lasciato indietro. Peraltro, il premio conferito nei giorni scorsi a Josè Graziano da Silva dalla Fondazione “A Life for Faith” per l’eccezionale impegno e i risultati raggiunti nella lotta contro la fame, ha testimoniato ulteriormente l’impegno della FAO (a partire dal Direttore Generale) verso la ricerca del bene comune, del dialogo e della centralità della persona umana.

Nel nostro mondo globalizzato, possiamo conquistare la sicurezza alimentare solo se anche gli altri hanno questa sicurezza“,  ha dichiarato Graziano da Silva nel ricevere il premio dall’Assessore alle Politiche Ambientali del Comune di Roma Estella Marino. “La fame o i problemi legati al cibo sono fra le principali cause di conflitto. E se una persona non è in grado di garantire la sicurezza alimentare a casa, è spesso costretta ad andare altrove”, ha aggiunto il Direttore della FAO. Lo scorso anno la Fondazione “A Life for Faith” ha premiato gli sforzi umanitari della città di Lampedusa e del Sindaco Giusi Nicolini. Come sostegno a questo impegno il Direttore Generale ha dichiarato di voler donare il premio di 20 mila Euro ricevuto per sostenere la comunità di Lampedusa.

Graziano da Silva ha lavorato nel campo sicurezza alimentare, dell’agricoltura e dello sviluppo rurale per oltre trentacinque anni, in particolare come ideatore del programma Fame Zero che ha contribuito ad abbassare la percentuale di persone che vivono in condizione di povertà estrema in Brasile dall’11 al 3,5% in dieci anni, mentre il tasso di sotto nutrizione è passata dal 15 a meno del 7%. Alla guida della FAO dal 2012, da Silva ha avviato un ambizioso processo di riforme che concentra gli sforzi dell’Organizzazione sull’obiettivo di sradicare la fame e promuovere uno sviluppo sostenibile, impegnando su questo fronte sia i governi che gli attori non statali. “Vorrei condividere questo premio con tutti quelli che, in Brasile, nella FAO e in tutto il mondo, partecipano all’impegno di lotta contro la fame“, ha detto da Silva durante la cerimonia di premiazione. Nel suo discorso il Direttore Generale ha ricordato i due elementi fondamentali della lotta alla fame: chiara volontà politica e partecipazione sociale. “La guerra contro la fame è la guerra che dobbiamo combattere. Insieme. Questo ha motivato il mio lavoro in Brasile. Questo mi ha portato alla FAO. E questo mi ha portato ad essere qui“, ha infine aggiunto.

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