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Storm Thorgerson, l’artista delle mitiche copertine del rock

By   /   15 Giugno 2014  /   Commenti disabilitati su Storm Thorgerson, l’artista delle mitiche copertine del rock

Back Catalogue“150 milioni di persone hanno in casa una mia opera, ma non sanno chi io sia”. Lui è Storm Thorgerson, fotografo di fama internazionale, scomparso nell’aprile dello scorso anno a 69 anni. Personaggio incredibile ha illustrato con le sue immagini visionarie album ed artisti che ormai sono leggenda.

Autore di progetti per le copertine di molti gruppi rock, dall’artwork dei Pink Floyd, amici d’infanzia e poi compagni di vita a quello dei Muse passando per mostri sacri del calibro di Led Zeppelin, Genesis e Paul McCartney, ma anche Yes, Peter Gabriel, Black Sabbath e Syd Barrett senza disdegnare incursioni nel mondo dell’heavy metal con gli Ac/Dc o ambiti pop con i Cranberries. Sono pochi gli artisti legati all’iconografia della musica rock che hanno avuto un ruolo tanto determinante ed innovativo come quest’artista inglese.

Promossa dall’Assessorato alle Politiche Culturali del Comune di Monza e prodotta da Arteutopia e Clarart in collaborazione con Stormstudios, dal 12 giugno e fino al 24 agosto l’Arengario di Monza ospita la mostra “The Gathering Storm. Dai Pink Floyd ai Muse le grandi copertine rock di Storm Thorgerson”. Il rock non è fatto solo di musica, ma anche di immagini e suggestioni. Storm Thorgerson ebbe il merito di capirlo subito e cercò di illustrare tutta la forza visionaria e psichedelica del genere attraverso scatti fotografici, video, poster e lavori grafici. La mostra è curata da Luigi Pedrazzi e Daniel Abbott che spiegano come “Storm abbia legato indissolubilmente il suo lavoro a un’idea, allo spirito che quei suoni nuovi diffondevano nella cultura e nella società in cui si formavano”. Ebbe il merito straordinario di comprendere sempre un lato “diverso” della realtà, utilizzando una fervida immaginazione per realizzare assurdi set fotografici dai quali scaturivano immagini tanto eleganti quanto surreali, frutto di un’energia quasi magica. Realizzata negli anni Settanta la cover di “Dark side of the moon” dei Pink Floyd, è una delle copertine più famose del mondo del rock, considerata da molti critici musicali come una delle più belle di tutti i tempi.

Artista della vecchia scuola Storm non ha mai utilizzato artifici grafici, ricorrendo al massimo al fotomontaggio per inserire particolari dettagli nelle immagini. Tutte idee straordinarie che sviluppava dal vivo, costruendo vere e proprie sculture viventi nei suoi set. Di certo non era facile lavorare senza trucchi, ma era infinitamente più creativo. In più l’artwork di un album era parte integrante del progetto e il formato del vinile consentiva di realizzare le copertine come veri e propri quadri.

Così ad esempio la cover di “A momentary lapse of reason” non ha niente di artefatto. Recuperati da un ospedale inglese in disuso, centinaia di letti vennero realmente disposti sulla spiaggia e furono necessari due giorni per arrivare allo scatto definitivo. Stesso discorso per la cover di “Wish you were here” per la quale fu ingaggiato uno dei migliori stuntman dell’epoca, e così l’immagine dell’uomo che brucia è vera al cento per cento! Utilizzava immagini naturali in contesti spiazzanti oppure sceglieva immagini tanto misteriose da non poter avere un’interpretazione immediata, come la mucca di “Atom heart mother”.

Non si può dare una definizione univoca per l’opera di questo personaggio straordinario, certo è che, i suoi lavori catturavano l’attenzione e la catturano ancora obbligandoci ad osservarle più e più volte. Si tratta al contempo di design e grafica, fotografia e non solo, una realtà resa attraverso il surreale. Oggi molte delle sue copertine sono diventate vere e proprie opere d’arte a larghissima diffusione. E lo stesso Storm dichiarava di operare nell’arte: “so we’d like to think. Any bright ideas? Please put on a postcard and send it to the prime minister”. La mostra è accompagnata da un catalogo illustrato e da un video esclusivo sul lavoro di Storm Thorgerson.

Da martedì a domenica dalle 17:00 alle 23:00, ingresso libero.

di Marta Parcesepe

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