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“Lavori Ingiusti”, la sconvolgente realtà del lavoro minorile in Italia

By   /   15 Giugno 2014  /   Commenti disabilitati su “Lavori Ingiusti”, la sconvolgente realtà del lavoro minorile in Italia

Lavoro MinorileIl 12 giugno sono stati presentati a Roma, alla presenza del Ministro della Giustizia, Andrea Orlando, i dati relativi al lavoro minorile nel nostro Paese. Lo studio è stato effettuato da Save the Children in collaborazione con il Dipartimento di Giustizia Minorile.

Da questa ricerca è risultato che una grandissima parte dei ragazzi che al momento stanno scontando una condanna penale nei centri di dentizione minorile, hanno alle spalle mesi o anni di lavoro svolto in gravi condizioni di sfruttamento e pericolo, con turni massacranti e fuori dal controllo delle loro famiglie. I settori nei quali questi bambini sono maggiormente sfruttati sono i più vari e vanno dalla ristorazione all’edilizia, dall’agricoltura alla meccanica. Esperienze di lavoro disumane, al di fuori della legge e molto spesso legate all’abbandono della scuola. Attualmente i minori under 16 in carcere nel nostro paese sono circa 260.000.

Lavori Ingiusti”, questo il nome dello studio, ha portato alla luce una situazione che molti pensavano possibile solo nei paesi del così detto “terzo mondo”, ma i dati e le storie raccontate da Save the Children sono tutte italiane. “Occupandosi di minori che vivono in situazioni di rischio, da anni Save the Children entra in contatto con bambini e adolescenti coinvolti nelle peggiori forme di lavoro minorile, tra cui, forme di sfruttamento. Si tratta di un fenomeno grave che, in una misura piuttosto rilevante, è presente anche in Italia e che quindi Save the Children ha deciso di indagare, contribuendo a colmare un  vuoto di dati in materia. Quest’anno, con l’importante sostegno del Ministero della Giustizia, Save the Children è riuscita a raggiungere giovani che solitamente sfuggono alle rilevazioni campionarie perché si trovano per lo più fuori da circuiti importanti quali la scuola, in particolare coloro che si trovano nel circuito della giustizia minorile” questa la dichiarazione di Claudio Tesauro, Presidente di Save the Children Italia.

Per la prima volta nel nostro Paese, un’indagine di questo tipo non è stata estrapolata da soli dati statistici, ma da interviste direttamente proposte ai ragazzi detenuti negli Istituti Penitenziari Minorili, nelle Comunità di Accoglienza Penale e negli Uffici di Servizio Sociale Minorile. “Le risposte dei ragazzi descrivono esperienze e contesti di diffusa a-legalità, dove si è contratta l’idea di uguaglianza e dove si soffrono le discriminazioni non legate alle qualità personali. Molto frequente e forte poi è la relazione tra la dispersione scolastica e il lavoro precoce o ancora le connessioni tra la dispersione scolastica e la scelta di commettere atti illeciti. E’ cruciale intervenire per spezzare questo circolo vizioso e garantire percorsi lavorativi positivi, grazie ai quali i ragazzi possano trovare adeguata realizzazione economica e sociale” questa la dichiarazione di Claudio Tesauro.

Sconvolgente il fatto che il 60% dei ragazzi intervistati, e attualmente in carcere, sia di origine italiana. “Si tratta di un dato molto grave e allarmante che mette in luce il circolo vizioso che parte dall’abbandono scolastico, passa per lo sfruttamento lavorativo fino a ad arrivare al coinvolgimento nelle reti della criminalità. Sarebbe arbitrario stabilire un nesso automatico fra lavoro precoce e comportamenti devianti tuttavia sono gli stessi ragazzi e gli operatori coinvolti nelle consultazioni e focus group a raccontare come ci si possa ritrovare sommersi  dalla situazione. Si comincia con le difficoltà a scuola e la frequenza discontinua che, a sua volta, genera scarsi risultati e la spinta ad abbandonare lo studio e iniziare a lavorare. Un lavoro che però il più delle volte si rivela illegale, saltuario, sottopagato, non qualificante e, nelle forme peggiori, duro fino alla violenza e allo sfruttamento. Un’esperienza da cui i ragazzi potrebbero decidere di “liberarsi” scegliendo la strada dell’illegalità e delle attività illecite” questa l’analisi di Raffaella Milano, Direttore dei Programmi Italia-Europa per Save the Children Italia, che propone come unica soluzione lo strumento “lavoro”, che se attuato nel rispetto della legge, aiuta il minore a reinserirsi nella società con valori nuovi e positivi “perché ciò avvenga occorre promuovere  e garantire le  risorse necessarie per attivare in modo sistematico e continuativo le opportunità formative e di inserimento lavorativo per tutti i minori che sono all’interno del circuito penale” queste le parole di Raffaella Milano.

Altra componente fondamentale perché i bambini non debbano mai confrontarsi con delle realtà così distruttive è sicuramente la scuola, che sia nella valenza aggregante che in quella di conoscenza, aiuta a crescere imparando a vivere nella legalità. “In occasione della giornata contro il lavoro minorile è opportuno sottolineare i rischi in termini di lavoro minorile a cui i bambini e ragazzi sono esposti, anche nei paesi ad alto reddito. Protezione sociale e monitoraggio sono strumenti essenziali per combattere questo fenomeno anche nei paesi sviluppati, soprattutto in un momento di crisi come questo in cui la perdita di reddito delle famiglie aumenta il rischio abbandono scolastico e l’esposizione al lavoro minorile” queste le parole conclusive di Fulvio Rosati, dell’Organizzazione Internazionale del Lavoro.

La prevenzione può essere efficace solamente se tutte le componenti che ruotano attorno al bambino, a partire dalla famiglia ad arrivare alle Istituzioni, cooperino nella stessa direzione affinché i bambini di oggi siano in grado di essere uomini un domani.

per info www.savethechildren.it

di Giacomo Terranova

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