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Marocco. Il sufismo in festa

By   /   12 Giugno 2014  /   Commenti disabilitati su Marocco. Il sufismo in festa

Rabat AfricaTutti gli anni, in giugno, la Fondazione Oriente Occidente, che dal 1994 in Marocco si occupa di rafforzare il dialogo e la comprensione fra le civiltà, organizza il Festival Rabat Africa, incontro tra talenti africani, rifugiati e chiedenti asilo. Attraverso la musica meticcia, la Fondazione intende far scoprire agli abitanti dei quartieri più emarginati, la diversità culturale africana con spettacoli all’aperto e di tutti i generi che privilegiano soprattutto il talento artistico sotto tutte le sue forme.

Dal mattino alla sera, tutti possono assistere liberamente a concerti, spettacoli di danza, proiezioni e degustare piatti della tradizione africana. I giovani, soprattutto, possono iniziarsi al teatro, alla danza africana e alla capoiera nell’ambito di ateliers animati da rifugiati o partecipare a conferenze sul tema dell’immigrazione.

Quest’anno il festival avrà come tema il sufismo e sarà un luogo di scambio sul patrimonio artistico e culturale sufi che nei secoli si è sedimentato in Africa. Artisti, intellettuali e rappresentanti della società civile si riuniranno in un ambiente di festa per promuovere la ricchezza culturale e spirituale di un patrimonio pressoché sconosciuto. “Africa Soufi” sarà anche un omaggio a Rabat, Capitale della Cultura Araba per il 2014; dal 17 al 20 giugno il festival vedrà la partecipazione di diversi artisti provenienti dall’Africa, dall’America e dell’Europa e che in alcuni casi si sono uniti a troupes marocchine per condividere l’amore per il ritmo, la musica e le danze africane.

Trascendere il materialismo e avvicinarsi a una dimensione profondamente spirituale attraverso la musica. È questa una delle caratteristiche imprescindibili del Sufismo, religione, filosofia ma soprattutto pratica ascetico-mistica sviluppatasi nel cuore dell’Islam. Le sue prime manifestazioni risalgono al IX secolo d.C. in particolare nell’area turco-iraniana-irachena. Noto anche come Tasawwuf, il sufismo si è poi affermato definitivamente nell’XI secolo, espandendosi tramite varie confraternite in molti Stati in cui si è radicata la religione islamica: dal Pakistan, alla Turchia, passando per l’Egitto sino a toccare anche il Senegal.

Dato che i sufi interpretano sul piano mistico-esoterico la religione musulmana, hanno spesso incontrato forte ostilità da parte delle correnti islamiche più tradizionaliste. Solo nel XII secolo, questo movimento religioso ha avuto riconoscimento formale, grazie anche agli scritti del pensatore al-Ghazali.

Nel Sufismo, la musica riveste un ruolo fondamentale. Le vibrazioni della voce e i suoni degli strumenti conducono a stati di trance: condizione mistico-spirituale attraverso cui i Sufi entrano in contatto con il Divino, fine ultimo della pratica religiosa del Sufismo.

Le preghiere unite alla danza e a particolari composizioni risvegliano la consapevolezza dell’anima, gli aspetti materiali progressivamente si dissolvono permettendo agli asceti di avvicinarsi al mondo ultraterreno. L’obiettivo è quello di trovare un punto di incontro tra l’essere divino e l’uomo: solo così si possono raggiungere stati di trance che portano alla rivelazione della “Verità”.

L’apertura ufficiale del Festival si terrà martedì 17 Giugno alle ore 20.30 presso il Théâtre National Mohammed V di Rabat.

Letture, concerti, spettacoli di danza, teatro, esposizioni messi insieme grazie alla collaborazione di associazioni, ambasciate e istituti culturali, saranno dei momenti di condivisione e di festa all’insegna della tolleranza e dell’apertura culturale.

di Giuseppe Favilla

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