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FAO: dalla Norvegia una nave da ricerca all’avanguardia

By   /   11 Giugno 2014  /   Commenti disabilitati su FAO: dalla Norvegia una nave da ricerca all’avanguardia

Non manca molto alla realizzazione della nave da ricerca Dr Fridtjof Nansen, una delle navi più avanzate al mondo (con ben sette laboratori) che sarà impiegata per aiutare i paesi in via di sviluppo a migliorare la gestione della pesca. Grazie ad un progetto congiunto con la FAO e con un budget stanziato di 80 milioni dollari, la Dr Fridtjof Nansen, che batte bandiera norvegese, sostituirà un’imbarcazione più vecchia che dal 1993 naviga lungo le coste dell’Africa, svolgendo ricerche approfondite sullo stato degli ecosistemi marini del continente per il progetto EAF-Nansen (l’ultima fase di un programma unico nel suo genere della durata di 40 anni).

Il progetto è stato realizzato insieme a 32 paesi costieri africani per aiutarli ad ottenere informazioni dettagliate sulle loro risorse marine in modo tale da poter sviluppare corretti piani di gestione della pesca, con un’attenzione al mantenimento della buona salute degli ecosistemi e della produttività. Gli scienziati del Norwegian Institute of Marine Research (IMR) e i paesi africani partecipanti, a bordo della nave usano riprese 3D per mappare i fondali e raccogliere una grande quantità  di dati sugli stock ittici, sulla qualità dell’acqua e dei sedimenti, esaminando l’intero ecosistema dagli uccelli marini ai pesci, dalle balene a minuscoli animali (zooplancton) e piante (fitoplancton).

Ciò che rende questo progetto unico è che i paesi in via di sviluppo si appropriano delle informazioni raccolte“, ha commentato il Coordinatore del Progetto EAF Nansen Kwame Koranteng. “L’obiettivo generale è quello di consentire ai paesi di fare le proprie valutazioni e preparare e attuare piani di gestione della pesca, fondamentali per le risorse marine minacciate dalla pesca eccessiva, dall’inquinamento e dal cambiamento climatico“, ha poi aggiunto. Nei prossimi anni il progetto si estenderà puntando l’attenzione sull’impatto del cambiamento climatico e sull’inquinamento, con un monitoraggio ambientale sulle attività estrattive di petrolio e gas.

Noi speriamo che il progetto possa contribuire, tra le altre cose, a rispondere alla domanda fondamentale di come il cambiamento climatico inciderà sulla distribuzione e sull’abbondanza delle specie marine che rappresenta un serio problema per la sopravvivenza di milioni di persone“, ha affermato Àrni M. Mathiesen, Vice Direttore Generale della FAO per la Pesca e l’Acquacoltura. Finanziato dall’Agenzia norvegese per la Cooperazione allo Sviluppo (Norad), il progetto è gestito dalla FAO con il supporto scientifico dell’IMR e collabora con istituzioni nazionali e regionali oltre che con altre agenzie delle Nazioni Unite.

La vita a bordo della Dr Fridtjof Nansen può essere difficile, con attività in corso 24 ore al giorno in turni di sei ore – dalla pesca a strascico alla raccolta di campioni per la registrazione e l’analisi dei dati. Ma le condizioni miglioreranno con la nuova imbarcazione, che con 70 metri di lunghezza sarà più spaziosa e meglio attrezzata, con 45 posti letto per gli scienziati, i tecnici e l’equipaggio. La nave, che si prevede salperà nel 2016, ospiterà sette laboratori, un auditorium, le più moderne attrezzature sonar per mappare la distribuzione dei pesci e un veicolo subacqueo, telecomandato a distanza, per fare fotografie nitide della vita sul fondo dell’oceano. Attrezzature all’avanguardia, tra cui un sistema di posizionamento dinamico che permetterà di lavorare in sicurezza intorno a infrastrutture sensibili, come le piattaforme petrolifere, mentre un punto di vedetta sarà posizionato sull’albero maestro per indagini sugli uccelli e sui mammiferi marini.

Come diretto risultato del progetto e con la guida tecnica della FAO, 16 paesi in Africa hanno sviluppato piani di gestione per le loro attività di pesca. Tra questi paesi vi sono il Benin, la Costa d’Avorio, il Ghana e Togo, che hanno collaborato per preparare piani per ridurre al minimo i danni causati nei rispettivi paesi; il Camerun, il Gabon e la Nigeria, che allo stesso modo hanno lavorato sulla pesca industriale di gamberi lungo le coste dell’Africa centrale. Dall’altra parte del continente, i paesi che lavorano su piani di gestione della pesca sono le Comore, il Kenya, il Madagascar, le Mauritius, il Mozambico, le Seychelles e la Tanzania.

La presenza della nave da ricerca Dr. Fridtjof Nansen nelle acque dei paesi in via di sviluppo ha portato a una maggiore comprensione della necessità di gestire le risorse marine in modo sostenibile, inoltre fornisce un linguaggio comune con cui le persone sono in grado di comunicare a livello regionale e spesso a livello globale. Le indagini approfondite sulla vita marina hanno portato a un ulteriore vantaggio: la scoperta di nuove specie. Negli ultimi anni, gli scienziati hanno infatti trovato una nuova specie di triglia, denominata Parupeneus nansen, scoperta al largo delle coste del Mozambico, e sei nuove specie di lumaca marina trovate al largo del Golfo di Guinea.

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