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L’influenza artistica che veniva dal Nord

By   /   2 Giugno 2014  /   Commenti disabilitati su L’influenza artistica che veniva dal Nord

Foto ossessione nordica

Nel mondo dell’arte del primo Novecento era come noto prevalente l’influenza della pittura francese e di quella parigina in particolare. Focalizzando peraltro l’attenzione sulle prime edizioni della Biennale d’Arte di Venezia – nata nel 1895 – non può passare inosservato l’altrettanto indiscusso fascino esercitato sugli artisti italiani da parte dei maestri nordici.

Questo fenomeno era stato già evidenziato dal critico napoletano Vittorio Pica nel 1901 quando ebbe ad affermare che i nostri pittori, vecchi e giovani, parevano all’epoca subire nell’esecuzione dei loro lavori una sorta di “ossessione nordica” a causa del richiamo esercitato su di loro dagli artisti scandinavi, baltici e tedeschi.

A raccontarci tutto ciò è la mostra “L’Ossessione Nordica. Böcklin, Klimt, Munch e la pittura italiana” allestita fino al 21 giugno a Palazzo Roverella di Rovigo.

La rassegna, curata da Giandomenico Romanelli e diretta da Alessia Vedova, presenta al pubblico un gruppo di opere fondamentali nel citato filone della scelta “nordica” delle prime Biennali veneziane e mette in risalto come diversi artisti nostrani, specie quelli operanti nelle zone di confine (il Friuli, il Trentino e l’area triestina) operassero quasi “camuffati” da artisti scozzesi piuttosto che scandinavi o tedeschi.

Maestri come Böcklin, Hodler, Klimt, Klinger, von Stuck, Khnopff, Larsson, Zorn e Munch esercitarono una indiscutibile attrazione riscontrabile nelle produzioni di molti pittori italiani, da De Maria a De Carolis, da Morelli e Previati a Sartorio fino a Wolf Ferrari, quest’ultimo conosciuto come il più klimtiano dei paesaggisti del Bel Paese.

L’esposizione, strutturata in sette sezioni, si concentra in modo particolare sul momento “svizzero” della cultura tedesca e presenta nel complesso 120 quadri, da quelli dei pittori nordici, tra cui figurano anche lavori di Siber e Putz, alle opere di artisti italiani come de Chirico, Casorati e Fortuny.

Nello otto sale del Palazzo dedicate alla kermesse sono presenti anche opere poco note che peraltro contribuiscono a documentare il fenomeno dell’ossessione nordica. Questi lavori furono già protagonisti delle prime edizioni della Biennale e affrontano tematiche variegate che spaziano dai silenziosi paesaggi del Nord, agli interni domestici fino alle maschere e ai ritratti.

Meritevoli di citazione “Rovina sul mare” di Böcklin, “Centauri e nereidi” e “Le tre donne nel vigneto” di Klinger, “L’isola misteriosa” di Ferrari, per finire con “Lotta dei centauri” e “La passeggiata” di Fortuny e “Apollo e Delfi” di de Chirico.

Altri lavori da ammirare presenti in rassegna sono “Stagno al mattino” di Klimt, “Modella al tavolo da tè” di Putz, “Ruscello” di Zorn nonché le tre litografie “L’urna, Chiaro di luna e La vanità” di Munch.

L’evento di Palazzo Roverella mette per la prima volta a raffronto l’arte “nordica” con quella italiana di inizio Novecento e merita un afflusso premiante di visitatori in quanto offre al pubblico l’occasione di godere di un viaggio suggestivo tra atmosfere, paesaggi e simboli a cavallo dell’800 e del ‘900.

di Aurora Portesio

L’Ossessione Nordica. Böcklin, Klimt, Munch e la pittura italiana
a cura di Giandomenico Romanelli con la direzione di Alessia Vedova
dal 22 febbraio al 21 giugno 2014
Palazzo Roverella, Via Laurenti 8-10, Rovigo
orari: feriali ore 9-19; sabato e festivi ore 9-20; chiusi i lunedì non festivi

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