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Marocco. Tempo di ghnawa

By   /   31 Maggio 2014  /   Commenti disabilitati su Marocco. Tempo di ghnawa

festival-gnaouaC’è una città, in Marocco, sulle sponde dell’Atlantico, che fin dagli anni Sessanta, in piena cultura hippy, è stata nell’immaginario di ogni utopico musicista che volesse intraprendere il suo viaggio nell’esotico mondo arabo. Una città antica, fondata dai cartaginesi, entrata nell’orbita romana per finire poi nella cultura arabo-musulmana inglobando in se una delle più numerose comunità ebraiche del Mediterraneo. Una città cosmopolita, testimoniata da antichi cimiteri arabi, ebrei ed europei affacciati sull’oceano.

Questa città si chiama Essaouira o Mogador come la ribattezzarono i portoghesi e a metà degli anni Sessanta fu il luogo dove si riunirono numerose comunità hippy che ospitarono tra l’altro artisti come Jimi Hendrix, Frank Zappa, Bob Marley, Sting.

Ad attirare Jimi Hendrix a Essaouira fu la ghnawa, un ricco repertorio di antichi canti e ritmi religiosi, introdotto in Marocco dagli schiavi neri. Questa ben conservata eredità mette insieme poesie rituali con musiche e danze tradizionali. La musica è eseguita nelle “lilas”, ovvero in intere notti di festa, dedicate alla preghiera ed allo spirito, guidate dallo Ghnawa Maalem e il suo gruppo di musicisti e danzatori. Nei canti ghnawa, una frase o una linea melodica viene ripetuta continuamente e per lunghissimo tempo; ogni canto  può durare diverse ore senza una pausa. La ghnawa richiama ad una complessa liturgia durante la quale viene ricreato il primo sacrificio e la genesi dell’universo evocando le sette principali manifestazioni del divino demiurgo. Vengono evocate divinità soprannaturali rappresentate da sette colori, come un prisma che si scompone della sua originaria energia.

La musica, quindi, è nella storia di questa città insieme alla scoperta dell’”altro”, di chi viene da lontano ed è diverso per cultura, usi, scelte e prospettive. Questa apertura ha fatto si che la città mantenesse un forte legame con il resto del mondo ed ecco perché ogni anno, nel mese di giugno, si tiene un festival di musica ghnawa: l’Essaouira Ghnawa and World Music Festival che, fra i vicoli della medina, dichiarata dall’Unesco patrimonio dell’umanità perché appare come un pezzo d’Europa in nordafrica, per alcuni giorni farà di questa bianca città la Woodstock marocchina.

Gente rilassata e tranquilla, quella di Essaouira. Disincantata, aperta e disponibile che ha ispirato anche scrittori come Tennessee Williams, Antoine de Saint-Exupery, Marguerite Yourcenar e registi come Orson Wells che nel 1952 vi girò il suo Otello.

Si veste a festa, quindi, Mogador per il suo festival che, dal 12 al 15 giugno 2014, porterà fra i bellissimi vicoli, sulle spiagge e i suoi spazi aperti l’atmosfera della gnawa. E nessun altro posto in Marocco è così indicato a favorire l’ascolto e l’abbandono alla musica in un’atmosfera che proietta il pubblico in una dimensione d’altri tempi e d’altri mondi.

di Giuseppe Favilla

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