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La Libia precipita nel caos più completo

By   /   20 Maggio 2014  /   Commenti disabilitati su La Libia precipita nel caos più completo

parlamento libicoLa Libia precipita nel caos più completo, semmai si fosse risollevata da quando è stato deposto Moammar Gheddafi. Dalla sua morte, nel 2011, la Libia è infatti entrata in una spirale di caos. I militari e la polizia, prima al potere, smantellati durante la guerra civile, non si sono mai più ripresi e rimangono in uno stato di disorganizzazione. Il vuoto di potere è stato coperto da numerosi gruppi armati sparsi per tutto il Paese. Molti hanno preso il controllo di alcune aree o città, altri hanno stretto alleanze con gruppi etnici ed altri ancora hanno abbracciato l’estremismo di al-Queda.

Dopo una serie di elezioni, l’attuale parlamento, in mano agli Islamisti, non riesce a portare il Paese fuori dalla crisi, perché paralizzato dalle lotte quotidiane con i loro rivali, ognuno a sua volta sostenuto da gruppi di fedelissimi armati. Il governo, con un voto definito illegale dall’opposizione, ha destituito il Primo Ministro, Ali Zidan appoggiato dall’Occidente, e lo hanno sostituito con uno filo islamista, Ahmed Maiteg.

In questo clima di estrema confusione, si inserisce il Generale Khalifa Hifter, un disertore che, sfuggito a Gheddafi, dagli anni ’80 ha vissuto in Virginia, Stati Uniti. Dopo la caduta del rais ha fatto ritorno in Libia.

Le sue milizie, quello che lui chiama il National Lybian Army, hanno attaccato quelle Islamiche a Bengasi, dove ci sono stati almeno 70 morti, e domenica il parlamento in Tripoli, costringendo il governo a spostarsi nell’hotel Waddan, un hotel a cinque stelle.

Nell’assalto è stato colpito a morte una guardia, nel tentativo di proteggere alcuni impiegati civili, e 2 parlamentari sono stati gambizzati. Dopo l’assalto, le truppe del generale si sono ritirate nei pressi dell’aeroporto di Tripoli e questa mattina il governo ha ripreso il suo posto in Parlamento.

In risposta all’attacco al parlamento, il presidente e portavoce del congresso, Nouri Abu Sahmein, ha ordinato alle milizie lealiste di schierarsi in Tripoli e di resistere contro quello che ha definito come ”tentativo di rovesciare il corso della democrazia e prendere il potere”.

Il governo infatti ritiene che il Generale voglia prendere il potere e instaurare il vecchio regime, richiamando al governo figure oggi in esilio. In realtà, il Generale può contare sul diffuso malcontento dei libici, che vivono una situazione economica disastrosa e nella crescente paura del terrorismo.

Molte unità dell’esercito, come le Forze Speciali, in Bengasi, e 5 basi aere della città di Tobruk, stanno aderendo alla causa del Generale Hifter. Di contro, le milizie pro-governative provengono per la maggior parte da Misurata, filo-islamica.

A dimostrazione del peggioramento della situazione, molte ambasciate hanno richiamato in patria il proprio personale, tra cui l’Arabia Saudita, gli Emirati Arabi e l’Algeria, che peraltro ha chiuso le frontiere con la Libia.

di Vito Di Ventura

 

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