Loading...
You are here:  Home  >  Cultura  >  Musica  >  Current Article

Strade Blu: il Festival di musica folk e dintorni

By   /   15 Maggio 2014  /   Commenti disabilitati su Strade Blu: il Festival di musica folk e dintorni

 

Dan_StuartTorna “Strade Blu”, il festival di musica folk e dintorni, nato più di 10 anni fa, riparte dalla terra, e dalle radici. Per raccontare di un’epoca in cui anche le radici hanno un significato diverso. Un’edizione, quella del 2014, che ritorna ad avere l’America al centro. Ma è un’America trasfigurata. Un’America vista dal di fuori, rivissuta, reinventata.

 

Il tema sotteso è quello della perdita di centralità dell’occidente, e di come queste tendenze centrifughe si riflettano in quei linguaggi che un tempo avremmo definito come “quintessenza dell’americanità”. Gli outlaw un tempo era una corrente di cantautori di successo che riscrivevano il country senza sottostare ai dettami commerciali di Nashville e delle sue produzioni in serie. Oggi non è tempo di outlaw, ma é tempo di expat, ovvero di artisti americani esuli, che guardano le proprie radici dalla distanza, ibridandole con quelle di un mondo in libera espansione. Generando nuovi suoni o nuove prospettive su suoni noti.

 

 

Il Salotto Musicale 2014 vedrà sul palco del “Ridotto” di Piazza Saffi a Forlì (FC) ed in diretta radio sulle “frequenze” di RadioSonora.it, tre cantautori che hanno contribuito a creare il “suono americano” di un’epoca, e che poi hanno scelto di lasciare l’America.

 

 

A salire per primo sul palco sarà Dan Stuart dei Green on Red, che ora vive a Oaxaca in Messico, il 23 maggio. Dan Stuart, Poor Old Dan, Marlowe Billings, Dan Fucking Stuar o in qualsiasi modo egli voglia farsi chiamare. E’ stato il leader, nonché il principale autore dei brani dei Green on Red, e nel 2012 ha realizzato il suo secondo album solista, a 15 anni di distanza dal primo, The Deliverance of Marlowe Billings, uscito per Cadiz Records / Interbang Records.

 

 

I Green on Red erano membri non allineati del Paisley Underground, la scena underground di Los Angeles di inizi anni 80, Dream Syndicate, Bangles, Long Ryders etc., prima di diventare inconsapevoli inspiratori dell’ Alt-Country dei Wilco, Ryan Adams, Calexico et altri. Le sue canzoni sono diventate cover per un sacco di band, dalle Vivian Girls ai Richmond Fontain, fino a Jim Dickinson, per non parlare di Travis e Manic Street Preachers. Ha scritto pezzi con le leggende del soul di Memphis Dan Penn and Spooner Oldham così come con Loudon Wainwright III. Produttori come Al Kooper e Glyn John hanno tutti provato a domarlo, ma senza successo.

 

 

Prendendo spunto da F. Scott Fitzgerald, Stuart ha saltato il secondo atto della sua opera teatrale ed è tornato per l’epilogo. The Deliverance of Marlowe Billings analizza nel dettaglio l’implosione di un matrimonio e la sua successiva fuga da un ospedale pischiatrico di NY verso un suicidio programmato a sud del confine.

 

 

Fortunatamente, gli dei avevano altri piani per lui: seguendo le orme di Traven, Lawrence & Lowry, la scomparsa di Dan è stata sventata dalla bellezza della vita quotidiana nel sud del Messico.

 

 

Circondato delle narco-guerre, dalla corruzione endemica e dalla povertà abbietta, Stuart scoprì di essere felice di essere vivo e sano di mente. Dopo aver comprato una chitarra artigianale martoriata da un mariachi in pensione, emerse con una collezione di pezzi che bilanciavano la sua usuale spavalderia sarcastica e una inedita fragilità che raggiunge soltanto chi è stato sull’orlo di un precipizio ad osservare il vuoto. Sicuramente, Stuart, più che un semplice confine tra paesi, ha attraversato la frontiera tra ragione e pazzia. Quello che è certo è che The Deliverance of Marlowe Billings è stato registrato tra Italia e Los Angeles insieme ai grandi amici Sacri Cuori, che hanno costituito la base strumentale dell’album, prodotto da Antonio Gramentieri e che Dan è in un’ottima forma. Que un milagro!

 

 

A fine 2013 Cadiz Records ha ristampato con il nome “Arizona: 1993-95″ il primo album solista “Can O’ Worms” del ’95 e l’album il collaborazione con Al Perry “Retronuevo” del ’93.

 

Questo il calendario del Festival:

 

23 maggio, Dan Stuart, Ridotto di Piazza Saffi, Forlì, ore 21.30, ingresso gratuito

 

 

6 giugno, Terry Lee Hale + The Ape ( Tex Perkins dei Beast of Bourbon), Ridotto di Piazza Saffi, Forlì, ore 21.30, ingresso gratuito

 

 

20 giugno, Emidio Clementi in Notturno Americano, Ridotto di Piazza Saffi, Forlì, ore 21.30, ingresso gratuito

 

 

29 giugno, Vinicio Capossela, Palazzo San Giacomo, Russi (RA), ore 21.30, ingresso 15 euro

    Print       Email

You might also like...

Gibson e Chapter 11: dichiara fallimento lo storico produttore di strumenti musicali

Read More →