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Cina. Oltre 200 arresti nella regione di Xinjiang

By   /   12 Maggio 2014  /   Commenti disabilitati su Cina. Oltre 200 arresti nella regione di Xinjiang

polizia cineseLa polizia cinese ha effettuato oltre 200 arresti in meno di 6 settimane nella regione di Xinjiang a prevalenza musulmana Uighurs. L’accusa è di incitamento alla violenza e rifusione di video terroristici.

 La regione dello Xinjiang è da tempo in rivolta e Pechino accusa i due principali partiti, il Turkestan Islamic Party (TIP) e l’East Turkestan Islamic Movement (ETIM), influenzati da al-Queda, di soffiare sul fuoco del separatismo e di essere gli ispiratori e organizzatori delle violenze.

Conosciuta come Turkestan orientale, lo Xinjiang è una regione, situata nella parte occidentale della Cina, con capitale Urumqi. Nell’estate del 2010 ci fu una rivolta etnica che provocò la morte di oltre 200 persone, molte delle quali di etnia Han. Sono proprio i difficili rapporti con l’etnia maggioritaria Han che hanno riacceso i risentimenti nazionalisti degli Uighur.

Gli Uighur sono Musulmani di lingua Turca che contano circa 9 milioni di persone in Xinjiang, una vasta e irrequieta regione desertica, ma ricca di petrolio, della Cina occidentale. Molti Uighur soffrono le regole degli Han e le forze di sicurezza Cinesi hanno provato, sin dagli anni ’90, a mantenere sotto controllo la regione. Da quando è scoppiata la rivolta, poi, la polizia ha intensificato ancora di più la sorveglianza.

Di recente ci sono stati diversi attacchi all’arma bianca, ovvero facendo uso di coltelli, nelle principali stazioni ferroviarie, luoghi notoriamente affollati. In particolare, in marzo un gruppo di separatisti ha assaltato la stazione di Kunning, una città del sud ovest della regione, provocando la morte di 29 persone ed il ferimento di oltre 150. In aprile, invece, l’attacco, sempre con esplosivi e coltelli, è avvenuto nella stazione della capitale, in cui sono morte 3 persone, tra cui i 2 assalitori, e rimaste ferite una ottantina di passeggeri. La scorsa settimana, a Guangzhou un uomo armato di coltello è stato ucciso dalla polizia dopo che aveva ferito 6 persone.

Gli arresti di questi giorni, per aver fatto circolare video che “promuovevano il terrorismo attraverso Internet e apparecchi portatili“, sono la dimostrazione della politica del pugno di ferro che Pechino intende applicare nei confronti di ogni forma di dissenso che possa mettere in discussione le regole cinesi in Xinjiang.  

di Vito Di Ventura

 

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