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I rapporti con la Cina dominano i colloqui dell’ASEAN

By   /   11 Maggio 2014  /   Commenti disabilitati su I rapporti con la Cina dominano i colloqui dell’ASEAN

myanmarI 10 membri dell’Associazione delle Nazioni del Sud-est Asiatico  (ASEAN) si sono riuniti ieri a Naypyidaw, capitale del Myanmar, per l’annuale incontro per discutere dei problemi comuni della regione.

 Dell’ASEAN fanno parte: Indonesia, Malesia, Filippine, Singapore, Thailandia, Brunei, Vietnam, Laos, Myanmar (ex Birmania) e Cambogia. Papua Nuova Guinea è ammessa come  osservatore.

 Il meeting dopo oltre 17 anni torna ad essere ospitato dal Myanmar che, con la presa del potere della giunta militare, ne era stata esclusa. Ma con l’avvio delle riforme, nel 2011, il Paese è ritornato a rivestire un ruolo in ambito internazionale anche grazie alle molte sanzioni che sono state tolte.

A dominare i colloqui sono state le recenti tensioni tra Cina e Vietnam sulle rotte commerciali che attraversano il Mare Cinese, ma sopratutto per i ricchi giacimenti di petrolio trovati in un’area di mare che la Cina dichiara di appartenerle.

Da quando sono iniziate le trivellazioni, numerosi sono stati gli episodi che hanno visto coinvolte le due marine, cui sono seguiti infuocate reazioni e scambi di accuse. Questa situazione è stata anche al centro di un colloqui bilaterali e un accordo tra Vietnam e Filippine, anch’esse interessate da vicino alla questione.

Nel 1979, Cina e Vietnam hanno combattuto una breve battaglia ai confini per questioni di diritti di pesca, di proprietà delle isole Spratlu e Paracel e di sfruttamento delle su accennate risorse petrolifere.

Secondo alcuni, il comportamento della Cina è in qualche modo la risposta ai rafforzati rapporti tra Stati Uniti e i Paesi Asiatici, in particolare con Filippine e Giappone, con i quali la Cina ha da tempo ingaggiato una lotta per varie dispute territoriali proprio su aree del Mare Cinese che, a quanto pare, sovrastano ampi depositi di gas e petrolio. Ma quelle aree sono reclamate anche da Brunei, Malaysia e Taiwan.

Peraltro, Manila ha già interessato le Nazioni Unite affinché un tribunale internazionale dirima la questione e per sottolineare l’urgenza del problema la scorsa settimana ha sequestrato un peschereccio cinese che si trovava proprio nelle acque della disputa.

Il Presidente filippino, Benigno Aquino, ha chiesto ai paesi dell’ASEAN di affrontare la questione delle minaccia alla sicurezza che l’atteggiamento duro della Cina pone a tutti i membri. La Cina naturalmente non gradisce poiché preferisce risolvere la questione attraverso trattative diplomatiche bilaterali. Secondo il ben noto principio romano “Divide et impera”.

di Vito Di Ventura

 

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