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Venezuela. La polizia sgombera le barricate e arresta oltre 243 studenti

By   /   9 Maggio 2014  /   Commenti disabilitati su Venezuela. La polizia sgombera le barricate e arresta oltre 243 studenti

Venezuela intervento della polizia

Le proteste in Venezuela non si fermano. Ieri la polizia ha effettuato un raid a sorpresa per sgomberare 4 accampamenti, che i manifestanti, la maggior parte giovani studenti, avevano eretto da oltre un mese in Caracas, arrestando ben 243 persone.

Dopo poche ore però i manifestanti sono tornati nelle piazze ed hanno ingaggiato una lotta con la polizia che ha fatto uso di gas lacrimogeni e proiettili di gomma. Secondo il Ministro dell’Interno, Miguel Rodriguez Torres, le aeree occupate dagli studenti erano usati dai gruppi violenti con l’intento di commettere atti di violenza. Infatti, stando a quanto riferito da Ministro, la polizia ha sequestrato droga, armi, mortai esplosivi, bombe a mano e lacrimogeni.

Secondo l’avvocato degli attivisti dei Diritti Umani, Elenis Rodriguez, “solo pochi studenti sono riusciti a sfuggire all’assalto della polizia”.

Dall’inizio della protesta, almeno 41 persone sono morte e oltre 700 sono rimaste ferite da quando cioè gli studenti e altri oppositori al governo socialista hanno occupato le strade per protestare contro l’aumento della criminalità, l’inflazione e la carenza di generi di prima necessità.

Da oltre un mese il movimento ha occupato erigendo veri e propri accampamenti le principali strade di Caracas. In vari quartieri di Caracas sono stati eretti dei presidi, il cui principale si trova di fronte agli uffici del Programma di Sviluppo delle Nazioni Unite.

Il noto attore Antonio Banderas, uno dei sostenitori del movimento di protesta, intervistato a Lima ha detto ai giornalisti: “Vorrei dire ai Venezuelani che stanno combattendo per la loro libertà che il momento magico arriverà con le elezioni”.

L’operazione di sgombero della polizia è avvenuta alcune ore prima che circolassero le voci di un ulteriore ritardo dell’udienza al leader dell’opposizione Leopoldo Lopez, un economista laureato ad Harvard, in prigione dal 18 febbraio con l’accusa di incitamento alla violenza. In un comunicato emesso dal suo partito, Volontà Popolare, si legge che il Lopez “ancora una volta è stato trasferito nell a prigione militare di Ramo Verde”.

Per il Presidente Nicolas Manduro, succeduto al leader Hugo Chavez, la protesta è il tentativo di un colpo di stato per appropriarsi del petrolio di cui il Paese è ricco, ma che attualmente ha un tasso di inflazione intorno al 60% e vive un momento di estrema carenza di generi di prima necessità come, pane, zucchero e latte.

di Vito Di Ventura

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