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Un viaggio in Qatar, la perla del Golfo Persico

By   /   9 Maggio 2014  /   Commenti disabilitati su Un viaggio in Qatar, la perla del Golfo Persico

Doha-QatarE’ ormai notte quando arriviamo in quella che per me resterà la città de “Le Mille e una Notte”. Ma mentre Sherazad racconta al re storie d’amore, di viaggi e di avventure, qui le emozioni si vivono in prima persona. E’ un viaggio alla scoperta di luoghi e culture che a volte ci appaiono come lontanissimi dal nostro quotidiano. E’ un viaggio che resta sospeso tra passato e futuro.

Solo negli ultimi anni il Qatar ha iniziato ad aprirsi al turismo e oggi, anche grazie agli elevati standard della compagnia di bandiera, è una delle porte di ingresso aereo nei Paesi del Golfo. Forse non è la prima destinazione che verrebbe in mente ad un incallito viaggiatore, ma questo paese crea forti suggestioni in chi lo visita per la prima volta suscitando emozioni profonde.

Doha, la capitale, è la città più grande e più popolata del paese. Una città moderna e bellissima che cresce a vista d’occhio. Sabbia e grattacieli le due facce di questa splendida medaglia mediorientale. Dunque modernismo architettonico da una parte e tradizione islamica dall’altra che si coniugano perfettamente in un paese che guarda al futuro pur tutelando e custodendo gelosamente la propria cultura. Una cultura, quella beduina, basata tradizionalmente sulla poesia e sul canto.

L’abbigliamento resta quello tradizionale, con gli uomini in bianco e le donne con il tradizionale abaya e il velo. In realtà già da qualche anno il Qatar si è modernizzato e si nota una maggior disinvoltura, soprattutto nelle donne giovani, molte delle quali vestono tranquillamente alla maniera occidentale. E’ la svolta iniziata da Mozah bint Nasser al Missned, l’influente e affascinante seconda moglie dell’Emiro Hamad bin Khalifa Al Thani, la madre dell’attuale Emiro Tamim. Oggi è una delle donne più ammirate del mondo, icona di eleganza e potere. Del resto, anche le donne che ancora portano il velo non rinunciano alla loro femminilità, gli occhi, bellissimi, sono sempre estremamente ben truccati e sotto l’abito tradizionale si intravedono spesso tacchi vertiginosi abbinati a borse d’alta moda.

I veri qatarini, gli abitanti autoctoni, sono pochi, forse circa un quarto della popolazione totale. Doha3Il resto è composto per lo più da lavoratori provenienti da Pakistan, India e Filippine. La città non si ferma mai e si lavora giorno e notte a ciclo continuo. Decine di grattacieli di ogni forma, colore e dimensione disegnano uno skyline che non ha nulla da invidiare a quello delle grandi metropoli. Il centro economico e finanziario è una “piccola Manhattan”, come la chiamano qui, ospita uffici e ministeri e di piccolo, in realtà, ha ben poco. In più la capitale si prepara ad ospitare le Olimpiadi 2020 e i Mondiali di calcio 2022. Ovunque ci sono strutture in costruzione.

Dal downtown ha inizio la Corniche, un grande viale che costeggia la baia di Doha dove sono attraccate le barche tipiche, i Dhows. Quasi 10 Km di mare e palme, con giardini e piste ciclabili che portano al Museo d’Arte Islamica. Un’interessante rassegna dell’arte islamica nel corso dei secoli, tappa assolutamente da non perdere, tanto più che l’ingresso è gratuito. Dal passato al futuro, nella parte opposta alla città vecchia si erge maestosa la penisola artificiale “The Pearl”. L’idea è quella di un molo circolare che renda l’immagine di una perla nella conchiglia. Un lembo di terra con appartamenti esclusivi e boutique dei più famosi marchi internazionali. Quasi una città nella città che dopo la meraviglia dell’impatto iniziale riporta alla mente l’immagine dei Docks di Londra.

Certo qui il tempo è un tantino differente e il termometro si muove sempre sull’ordine dei 40°, ma il vento del deserto ha il suo fascino. Un viaggio in Qatar lascia ricordi indelebili nella mente e nel cuore. Territori desertici vanno a braccetto con grattacieli e strutture futuristiche, come in una sorta di città immaginaria, ma i sorrisi e la disponibilità della gente ci ricordano che siamo nel mondo reale. Persone orgogliose del loro paese e delle loro radici, ma anche molto aperte verso l’esterno. Per chi sa osservare questo è un viaggio che mostra nuovi orizzonti e apre la mente, scaraventandoci fuori dal nostro piccolo quotidiano. La leggendaria ospitalità araba fa il resto e questo paese resta nel cuore.

di Marta Parcesepe

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