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Brasile: mondiali di calcio e sgombero delle favelas

By   /   13 Aprile 2014  /   Commenti disabilitati su Brasile: mondiali di calcio e sgombero delle favelas

favelasAncora duri scontri tra polizia e abitanti di favelas che il governo intende sgomberare per far posto alle strutture sportive e comunque per dare, ai milioni di visitatori previsti per i prossimi Mondiali di calcio, una visione del Paese meno degradante.

Questa volta è toccata alla Favelas Telerj, la più recente in termini temporali. Circa 5 mila persone già lo scorso 31 marzo avevano iniziato ad occupare abusivamente gli edifici abbandonati dalla società Telerj, una compagnia di cellulari, di Rio de Janeiro. Ben presto la zona si è super affollata ed è stata denominata Telerj Favela, o i bassifondi di Telerj.

Una sentenza del 4 aprile ha  “riconosciuto al proprietario il diritto di riprendere il possesso dei suoi beni” e per questo sono stati inviati alcune centinaia di poliziotti in tenuta antisommossa per far sgomberare l’area. Inizialmente, gli oltre 5 mila occupanti hanno accettato pacificamente di abbandonare le case, ma non appena si sono riversati nella zona adiacente alcuni residenti hanno cominciato a lanciare pietre contro la polizia che ha risposto sparando proiettili di gomma e gas lacrimogeni.

In breve è divampata la violenza e 7 civili e 9 poliziotti sono rimasti feriti, uno dei palazzi, un pullman, un camion e alcune auto della polizia sono state incendiate e anche 3 banche nelle vicinanze hanno subito danni.

L’occupazione di suolo abbandonato è pratica comune in Brasile dove secondo fonti governative, 11 milioni di persone vivono in comunità tipo favelas. Il problema è particolarmente sentito a Rio de Janeiro dove, secondo un sondaggio del 2010, il 22% dei 6,3 milioni di abitanti vive nelle favelas.

Per decenni bande armate hanno dominato queste aree in cui le strutture economiche e organizzative sono completamente diverse dal resto della società brasiliana.

In prospettiva del Campionato Mondiale di Calcio di questa estate e delle Olimpiadi estive del 2016, dal 2008 il governo ha istituito 37 caserme di polizia nelle favelas che sono state progressivamente liberate per fare posto ai lavori di costruzione degli impianti sportivi.

Ma il programma si è scontrato con gli spacciatori di droga che una volta espulsi dalle loro zone si sono dati battaglia a suon di morti per la conquista di nuovi spazi, in zone che prima erano considerate sicure. Con l’aumento della criminalità sono aumentati i casi in cui anche la polizia è stata accusata di abusi, torture e persino di omicidio.

di Vito Di Ventura

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