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Gli Stati Uniti negano il visto al nuovo Ambasciatore Iraniano all’ONU

By   /   10 Aprile 2014  /   Commenti disabilitati su Gli Stati Uniti negano il visto al nuovo Ambasciatore Iraniano all’ONU

colloqui ginevra IIIl Senato degli Stati Uniti ha votato una risoluzione in cui si nega l’accesso sul suolo americano al neo nominato ambasciatore Iraniano alle Nazioni Unite, Hamid Aboutalebi, ritenuto colpevole di aver rivestito un ruolo importante durante la famosa crisi degli ostaggi del 1979. Come è noto, durante la rivoluzione Islamica dell’Ayatollah Khomeini, l’Ambasciata Americana a Teheran fu occupata e 52 membri furono presi in ostaggio, dal 4 novembre 1979 al 20 gennaio 1981.

Aboutalebi, che si è detto estraneo ai fatti, è molto vicino all’attuale Presidente Iraniano, Hassan Rouhani, di cui è Direttore Generale dell’Ufficio Affari Politici. In precedenza ha svolto l’incarico di Ambasciatore presso l’Unione Europea, il Belgio, l’Italia e l’Australia. All’epoca dei fatti Aboutalebi svolgeva l’incarico di traduttore quando gli studenti, dopo aver preso gli ostaggi, ne rilasciarono 13 donne e gli americani africani per dimostrare che l’Islam rispettava le donne mentre gli USA maltrattavano le minoranze etniche. I rimanenti 52 rimasero prigionieri per 444 giorni.

Come governo ospitante, gli Stati Uniti sono obbligati a rilasciare il visto ai diplomatici che servono alle Nazioni Unite, anche se la portavoce del Dipartimento di Stato, Marie Harf, ha tenuto a precisare “a meno di particolari circostanze”.

Gli Stati Uniti e l’Iran non hanno ancora riattivati i canali diplomatici, anche se i due presidenti, Obama e Rouhani, hanno fatto dei passi importanti per allentare la tensione tra i due Paesi attraverso il programma nucleare iraniano.

Lo scontro sulla nomina, infatti, va a complicare proprio questo delicato momento delle relazioni tra Washington e Teheran impegnati a trovare un accordo definitivo sui programmi nucleari, il cui terzo round di colloqui si è appena concluso a Vienna.

Nel comunicato congiunto, presentato dal capo della Politica Estera dell’Unione Europea, Catherine Ashton, dal capo della delegazione iraniana, il Ministro degli Esteri Mohammad Javad Zarif , è stato sottolineato che le discussioni di questi giorni hanno coperto tutti gli aspetti necessari per raggiungere l’accordo finale. Ma il Leader Supremo, l’Ayatollah Ali Khamenei, ha un po’ raffreddato gli animi dicendo che “Teheran non rinuncerà né ridurrà le ricerche sul nucleare e lo sviluppo delle attività fino a quando saranno incorso i colloqui e che i negoziatori non dovranno accettare alcuna forzatura retorica proveniente dalla controparte”.

I colloqui del cosiddetto gruppo dei 5+1 (Gran Bretagna, Cina, Francia, Russia, Stati Uniti + Germania), sono tesi a raggiungere un accordo definitivo entro il prossimo 20 giugno, termine entro il quale scadono i 6 mesi a novembre di proroga concessi all’Iran per fermare alcune attività nucleari in cambio dell’allentamento delle sanzioni.

Mohammad Javad Zarif, ha così commentato la vicenda del mancato visto: “abbiamo comunicato agli Stati Uniti il nome del nostro più esperto diplomatico alle Nazioni Unite. Gli USA debbono sapere che questo tipo di comportamento è senza dubbio inaccettabile”.

di Vito Di Ventura

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