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Da Liz a Marilyn a Mao, Andy Warhol a Roma

By   /   7 Aprile 2014  /   Commenti disabilitati su Da Liz a Marilyn a Mao, Andy Warhol a Roma

430_imgDopo il successo dell’edizione milanese arriva anche a Roma “Warhol”. Un’esposizione di oltre 150 opere provenienti dalla Brant Foundation in mostra negli spazi di Palazzo Cipolla (Fondazione Roma Museo). Dal 18 aprile al 28 settembre sarà possibile ammirare le serie più famose e significative del celebre artista americano, famoso a tutti come padre della Pop Art.

Curatore della mostra il noto collezionista Peter Brant in persona, coadiuvato dal critico Francesco Bonami. Prodotta ed organizzata da Arthemisia Group e da 24 ore Cultura la prestigiosa esposizione viene promossa dalla Fondazione Roma, dal comune di Milano, dalla Soprintendenza e il Polo museale romano.

L’intera produzione del vivace artista americano è ora alla portata di tutti. Warhol debutta nella commercial art nel corso degli anni ’50 come illustratore e disegnatore pubblicitario per riviste prestigiose. E il percorso espositivo inizia proprio con gli esordi. Ecco dunque le incantevoli scarpette a foglia d’oro ideate per un famoso negozio newyorkese e alcuni esempi di Blotted line, dal tipico segno gracile e interrotto.

Si prosegue con una precoce, coloratissima Liz del 1963, affiancata dalle prime Campbell’s Sup e Coke, e quindi dai Disaster che testimoniano il forte e contrastato rapporto dell’artista con la morte. Presente anche una selezione straordinaria dei dipinti di francobolli come S&H Green Stamps (1962). Stampini che si ripetono continuamente sulla carta rendendo il soggetto in maniera più neutra mostrano come l’iterazione sia proprio il codice linguistico preferito da Warhol. Stesso periodo per i Red Elvis e il grandioso 192 One Dollar Bills.

Nella rassegna sono esposte due versioni particolarmente importanti delle famose Marilyn. La prima dipinta nel periodo immediatamente successivo alla misteriosa morte dell’attrice, l’altra, del 1964, è una delle Shot Marilyn, il ritratto della famosa diva che ha in mezzo agli occhi il segno restaurato di un colpo di pistola esploso da un’amica dell’artista nello studio.

E ancora i primi Flowers, esposti a suo tempo in una famosa galleria quasi come una sgargiante carta da parati. Immancabile l’aspetto più provocatorio nella carriera di Warhol con la serie dedicata alle Drag Queens di New York, le Ladies and Gentlemen. Dal 1976 si moltiplica la produzione dei teschi, gli Skulls che nell’esposizione rendono pienamente il loro aspetto inquietante in contrasto con i colori vibranti.

Una sala intera è dedicata alle polaroid, fotografie che immortalando il jet set newyorkese rendono pienamente l’ossessione di Warhol per la fama. Dopo aver attraversato periodi diversi, concetti eterogenei e riferimenti di ogni tipo a Palazzo Cipolla il percorso espositivo si chiude con una versione di Last Supper, con cui l’artista rendeva omaggio a Leonardo Da Vinci. Esattamente come nella vita del pittore che morirà nel 1987, un mese dopo aver inaugurato a Milano una sua mostra dedicata a questa serie.

 

di Marta Parcesepe

 

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