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Afghanistan: elezioni tra la paura di attentati

By   /   5 Aprile 2014  /   Commenti disabilitati su Afghanistan: elezioni tra la paura di attentati

elezioni in afghanistaSotto la minaccia di attentati da parte dei Talebani e alcuni incidenti che hanno provocato la morte di 2 poliziotti, in un agguato nella provincia di Zabul, da questa mattina gli Afghani sono in fila per votare il successore del Presidente Hamid Karzai, già rieletto per due volte consecutive a partire dal 2004, e, pertanto, escluso dalla competizione elettorale. I gruppi Talebani hanno giurato d’impedire le elezioni considerandole “una manovra dell’America per continuare la sua occupazione dell’Afghanistan”. Per questo hanno minacciato la popolazione di non recarsi alle urne. In mattinata, 8 militanti sono stati uccisi mentre piazzavano un IED lungo la strada nelle provincie di Kapisa e Ghazni.

Oltre 12 milioni di persone sono chiamate alle urne, di cui il 35% donne, che, nonostante questi appelli, da questa mattina alle 07:00, dall’apertura dei seggi, si sono messi in fila davanti ai seggi che rimarranno aperti un’ora in più del previsto, cioè fino alle 17:00, per mancanza di schede elettorali ed altri materiali in Kabul, Jawzjan e nella provincia di Herat.

Sulla base di alcuni rapporti della polizia, non ci sono stati incidenti gravi”, cos’ si è espresso il Ministro dell’Interno Mohammad Omar Daudzai. Ma questa mattina presto, almeno 7 persone sono rimaste ferite in un’esplosione avvenuta alla periferia di Kunar e nei pressi della provincia di Logar. A nord, nella provincia di Garyab le forze di sicurezza hanno catturato un possibile suicida, sventando un attacco.

Si temono frodi e intimidazioni e, secondo quanto detto dal  Ministro Daudzai, 3 ufficiali della polizia sono stati arrestati per aver manomesso un’urna elettorale. Inoltre, 6 persone, di cui uno delle forze di sicurezza sono state arrestate nel distretto di Chapa Dara, altre 4 persone, tra cui una donna, sono state catturate nella provincia di Khost, mentre trasportavano 1.760 false schede elettorali.

Dopo il ritiro della candidatura di 3 personaggi, i candidati a presidente sono rimasti in 8, mentre per 458 seggi, di cui 96 sono riservate alle donne, concorrono oltre 2.700, tra cui 380 donne. I più accreditati sono gli ex Ministri degli Esteri, Abdullah Abdullah, leader della resistenza antisovietica negli anni ’80, e Zulmai Rassoul, e l’ex Ministro delle Finanze Ashraf Ghani Ahmadzai.

Le elezioni sono monitorizzate da oltre 250 mila osservatori nazionali e internazionali presso i seggi, per la cui sicurezza sono stati impiegati circa 200 mila poliziotti. I primi risultati potrebbero essere annunciati per il 24 aprile, mentre quelli definitivi saranno resi noti il 14 maggio prossimo. I candidati avranno la possibilità di fare ricorso entro il 27 aprile. Se nessuno dei candidati avrà ottenuto più del 50% delle preferenze si tornerà al voto per il ballottaggio tra i due candidati più votati. La data fissata per l’eventuale ballottaggio è il 28 maggio.

di Vito Di Ventura

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