Loading...
You are here:  Home  >  Cultura  >  Current Article

Tahiti: la leggenda del paradiso terrestre

By   /   4 Aprile 2014  /   Commenti disabilitati su Tahiti: la leggenda del paradiso terrestre

Tahiti-Moorea-Bora-Bora_1289504620Isole incontaminate, spiagge deserte ed acque cristalline è questa l’atmosfera da sogno del favoloso arcipelago polinesiano. Il mito del Paradiso, l’isola dell’amore, descritta dai suoi stessi abitanti come la terra degli arcobaleni.

Siamo a Tahiti, tra musica, canti, danze e una calorosa popolazione locale. Un luogo incantevole che avvolge il viaggiatore creando atmosfere da sogno al suono tipico dell’ukulele. L’immagine leggendaria delle Isole di Tahiti come paradiso tropicale nasce con i primi visitatori europei e cresce nei secoli grazie a poeti, pittori e scrittori che vi trovano fonte di ispirazione.

Commercianti, navigatori, vagabondi e marinai fecero il resto, contribuendo a diffonderne la fama in tutto il mondo. Dopo averle scoperte l’esploratore Samuel Wallis scrisse: “Tutte le donne sono belle e qualcuna di una grande bellezza”. Alla fine del ‘700, nel diario di viaggio di Louis Antoine de Bougainville, esploratore francese, si legge “Credevo di essere trasportato nei giardini dell’Eden”.

Quella delle Isole di Tahiti è un’incantevole poesia indelebile. Molti furono gli scrittori che si lasciarono coinvolgere dall’intensità e dalla bellezza di questi luoghi, avvolti dal profumo inebriante dei fiori di tiaré. Robert Louis Stevenson, Herman Melville o anche Victor Segalen, poeta medico che si appassionò alla cultura Maori. Paesaggi meravigliosi e fondali straordinari hanno ispirato anche numerosi registi e produttori cinematografici. Dopo il film “Gli ammutinati del Bounty” del 1962, Marlon Brando decise di acquistare un piccolo angolo di questo paradiso, l’isola di Tetiaroa. Qui visse fino al 1990, diventando senza dubbio la figura cinematografica più legata alle Isole di Tahiti. Ancora oggi il cinema riveste qui un ruolo di grande importanza, e tra febbraio e marzo ogni anno la Casa di Cultura di Papeete ospita il FIFO, Festival Internazionale del Film Documentario Oceanico.

Osservando la natura, la popolazione e i piccoli villaggi di campagna si percepisce la luminosità e l’intensità dei colori che il pittore francese Paul Gauguin ha impresso sulle sue tele. L’artista decise di lasciare l’Europa per “vivere in questo luogo d’estasi, di calma e d’arte” dove realizzò circa settanta dipinti, dai ritratti ai nudi, fino a soggetti simbolici ed allegorici. Ancora oggi Hiva Oa è conosciuta come l’isola di Gauguin, dove l’artista si stabilì definitivamente dal 1901 al 1903, anno della sua morte. Da non perdere ad Atuona la ricostruzione della Maison du jouir, la casa/atelier polinesiana del pittore, con disegni, fotografie, lettere e oggetti personali dell’artista insieme a copie delle più celebri opere realizzate in quel periodo.

La sua vita e le sue opere si intrecciano con le emozioni e le atmosfere di questi luoghi, stabilendo un’influenza reciproca.  Così fino al 24 maggio 2014, al Museo delle Isole di Tahiti è possibile visitare la mostra “Après Gauguin. La peinture à Tahiti de 1903 aux années 60”, una selezione di dipinti realizzati in Polinesia Francese dopo la morte del pittore.

di Marta Parcesepe

    Print       Email

You might also like...

La magia dei barattoli di Natale diventa contagiosa

Read More →