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Siria: Oltre 500 ribelli uccisi nella battaglia di Latakia

By   /   26 Marzo 2014  /   Commenti disabilitati su Siria: Oltre 500 ribelli uccisi nella battaglia di Latakia

confine turcoGli scontri tra le forze governative ed i ribelli per il controllo degli snodi stradali del nordovest della Siria hanno provocato finora la morte di oltre 500 ribelli, secondo al-Watan, il giornale in lingua araba con base in Qatar.

Mentre la battaglia è ancora in corso nella provincia di Latakia, ai confini con la Turchia, oltre 500 ribelli sono morti, molti Sauditi e Ceceni”, così riporta il giornale, aggiungendo che i ribelli non sono riusciti a prendere il controllo delle aree-obiettivo che avevano in mente e che invece dichiarano sui giornali.

La battaglia per il controllo della provincia di Latakia, e precisamente della città di Kasab, vicino ai confini con la Turchia, è iniziata venerdì scorso quando moltissimi miliziani hanno oltrepassato il confine turco e si sono infiltrati nei territori siriani. Secondo il giornale al-Watan, i ribelli applicano la tecnica del colpisci e fuggi senza raggiungere alcun risultato di rilievo sul terreno.

Inoltre, il giornale ha detto che durante lo scontro per  la presa del posto di osservazione n. 45 di Kassab, un suicida Saudita si è lasciato esplodere con il suo veicolo zeppo di esplosivo, provocando la morte del comandante, Colonnello Samuel Ghannum. Tuttavia, citando altre fonti, le truppe governative sono riuscite a contenere l’attacco e mantenere il controllo del posto di osservazione, uccidendo 75 ribelli.

L’artiglieria siriana sta bombardando le posizioni dei ribelli, distruggendo le postazioni dei lanciamissili.

La battaglia di Latakia, che sta attirando l’attenzione dei giornalisti locali ed esteri, per il Presidente Bashar al-Assad è importante poiché è l’area di provenienza della sua famiglia e roccaforte della minoranza Alawita, un ramo degli Shiiti. Per i ribelli invece è importante per aprirsi la strada al mare e ricevere le armi, dopo che le truppe siriane hanno ripreso il controllo delle principali vie di rifornimento che provenivano dal Libano, a sud.

Il governo Siriano continua ad accusare i paesi della regione e l’Occidente di sostenere i gruppi militanti, principalmente quelli legati ad al-Qaida come il Nusra Front e altri gruppi jihadisti, il cui obiettivo è quello di far cadere l’amministrazione Assad.

di Vito Di Ventura

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