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Race for the Cure: avviati 22 nuovi progetti per la lotta ai tumori al seno

By   /   19 Marzo 2014  /   Commenti disabilitati su Race for the Cure: avviati 22 nuovi progetti per la lotta ai tumori al seno

susan komen italiaMentre si contano i giorni che mancano alla 15ª edizione della “Race for the Cure”, il più noto evento sportivo di solidarietà e raccolta fondi per la lotta ai tumori del seno organizzata dalla Susan G. Komen Italia, hanno già preso il via 22 nuovi progetti condotti da associazioni non-profit italiane che hanno beneficiato dei fondi raccolti nel 2013 dalla Race for the Cure di Roma, Bari e Bologna.

La città eterna, Roma, è in fermento per i preparativi per l’appuntamento del 16-17-18 maggio al Circo Massimo, così come a Bari stanno prendendo le misure per la nuova location di Piazza Diaz che ospiterà la Race il 23-24-25 maggio. In autunno sarà poi la volta dell’edizione di Bologna, prevista per il 26-27-28 settembre ai Giardini Margherita. Le tre città si stanno preparando ad accogliere gli oltre 80 mila partecipanti che lo scorso anno sono scesi in strada per dare vita a questo straordinario movimento a sostegno della lotta ai tumori del seno.

La Komen Italia, com’è noto, è un supporto per le donne operate di tumore al seno e aiuta i centri a lei rivolti. Infatti, per l’annualità 2014, 50 associazioni italiane si sono rivolte alla sede nazionale della e ai Comitati Regionali di Puglia ed Emilia-Romagna per ricevere sostegno, con una laboriosa opera di valutazione e selezione che ha poi portato alla scelta finale. I progetti approvati offriranno opportunità gratuite di educazione, prevenzione, diagnosi, cura e supporto delle donne colpite dal tumore del seno.

La maggior parte dei progetti ha come obiettivo il supporto delle donne colpite dal tumore del seno attraverso servizi di riabilitazione psico-fisica, quali: trattamento del linfedema, psicoterapia, fisioterapia, etc. Inoltre, saranno  sostenuti 5 programmi finalizzati al trattamento, 6 programmi di educazione ed 1 programma di prevenzione secondaria

L’impatto geografico della distribuzione dei fondi interessa 9 regioni italiane (Lombardia, Veneto, Emilia Romagna, Lazio e Marche, Campania, Calabria, Puglia e Sicilia), mentre 1 progetto avrà respiro nazionale.

La Susan G. Komen Italia, ha voluto, tramite alcune testimonianze, dare voce alle donne che grazie ai progetti dell’associazione sono tornate a sperare e sorridere.

Manuela dell’Associazione Armonia di Piacenza: “Grazie al gruppo della danza terapia – il gruppo che aiuta e cura, donne che come me hanno dovuto rapportarsi con il tumore al seno, e con tutto quello che comporta, la danza terapia è stata un validissimo aiuto, sia fisico che psicologico. Il danzare, così liberamente durante gli incontri, lasciando che siano le proprie emozioni a guidarci nel movimento, sviluppa quelle risorse di cui ciascun individuo dispone, ma che, per le più disparate motivazioni, si tende a relegare dentro di sé. Ed è entusiasmante scoprire di essere in grado di farlo, portando così equilibrio non solo nella propria esistenza, ma anche in quelle delle persone che ci stanno accanto”.

Giusy dell’Associazione Per te donna onlus di Messina: “L’armonia della parti… per riappropriarsi di sé. All’età di 35 anni mi ritrovai, come disse Dante “in una selva oscura”, con una diagnosi di carcinoma alla mammella. Smarrimento, paura che blocca le emozioni, corsa verso l’ignoto, speranza, dolore fisico e soprattutto psichico. L’esperienza di sostegno psicologico offerta dall’associazione Per te donna nella mia città, Messina, grazie anche al contributo della Komen Italia, ha per me rappresentato un importante anello della catena terapeutica. Queste esperienze mi hanno dato la possibilità di conoscere persone che mi hanno arricchito, mi hanno regalato giorni emozionanti sempre nuovi, mi hanno circondato di allegria. Ho avuto il coraggio di superare le paure, mi hanno guarito l’anima e mi hanno fatto capire che c’è un mondo fiorito e colorato che mi aspetta. Non potevo immaginare che il giorno della diagnosi avrebbe segnato la pietra miliare della mia rinascita, una rinascita interiore che mi ha fatto ritrovare la mia vita, una vita da imparare ad amare da ricostruire in ogni suo aspetto con una nuova consapevolezza”.

Bruna dell’Associazione di volontariato onlus “Salute Donna di Monza”: “Grazie al progetto sperimentale di oncologia medica S. Gerardo Monza, fin dal momento della diagnosi, avevo capito che gli equilibri familiari stavano cambiando: chi era troppo preoccupato, che “fingeva” che la mia fosse una malattia come ogni altra. Insomma alla mia preoccupazione per il cancro si aggiungeva un altro problema: controllare le diverse reazioni dei miei cari. Durante le chemioterapie e quando dovevo sopportare i relativi effetti collaterali mi ripetevo più volte una frase che emergeva dai colloqui psicologici: “la mia vita può e deve continuare”; dovevo solo crederci e avere fiducia in me e negli altri! E’ stato utile anche coinvolgere mio marito nel percorso di sostegno psicologico. La mediazione di una persona competente mi ha aiutato a stemperare alcune tensioni in famiglia. Ho compreso come anche i familiari hanno bisogno di tempo e aiuto per gestire le emozioni secondarie alla malattia e parallelamente mio marito ha potuto capire meglio i miei vissuti”.

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