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Crimea, e adesso?

By   /   17 Marzo 2014  /   Commenti disabilitati su Crimea, e adesso?

voto in CrimeaIl risultato delle votazioni è stato inequivocabile: il 96,77% ha detto Si all’annessione alla Russia mentre il 2,51% si è detto contrario. Secondo quanto detto in televisione dal portavoce delle elezioni, Mikhail Malyshev, si sono recati a votare 1.274.096 cittadini, pari all’83,1%, di questi 1.023,002 hanno votato a favore della Russia, mentre 31,997 hanno votato per rimanere con l’Ucraina ed infine 9.097 schede sono risultate nulle.

Ritorniamo a casa”, “La Crimea ritorna alla Russia”, con questi slogan la gente ha festeggiato ieri sera in Piazza Lenin, e questa mattina il parlamento regionale si è riunito per decretare la riunificazione con la Russia, anche se il processo durerà mesi per definire tutti i dettagli di questa annessione, sempre che il parlamento russo accetti tale annessione.

Non basta infatti aver espresso un voto perché le cose cambino dall’oggi al domani. Occorre sciogliere diversi nodi pratici. Basta infatti porsi alcune domande attinenti alla vita di tutti i giorni per capire che il processo non potrà avvenire “sic et simpliciter”.

Ad esempio: Si istituiranno le dogane? La Crimea avrà un suo passaporto o adotterà quello russo? I treni e gli aerei continueranno a fare scalo a Kiev? La fornitura di cibo, acqua, luce e  gas, che oggi arriva dall’Ucraina, dovrà avvenire dalla rete russa e nel frattempo i cittadini resteranno al buio? Chi era in pensione o chi stava per andarci da chi percepirà gli emolumenti? Saranno gli stessi o la busta paga sarà più leggera? E gli impiegati degli uffici pubblici (scuole, ospedali, etc) che fine faranno?

E i militari ucraini? Dovranno scegliere se restare in Crimea, giurando fedeltà alla Russia, o rientrare in Ucraina? Che fine fanno i beni (casa, negozi, etc.) di chi decide di rientrare in Ucraina? I carcerati secondo le leggi ucraine resteranno in carcere a scontare le stesse pene o i processi saranno rivisti secondo le leggi russe? E gli avvocati e i professionisti continueranno ad esercitare o dovranno prima riqualificarsi….e nel frattempo?

In sintesi, è necessario che tra Russia, Ucraina e la comunità internazionale si apra un tavolo di trattative per definire la qualità dei rapporti da mantenere. Naturalmente, sarebbe meglio che questo avvenisse prima che il parlamento russo ratifichi l’annessione della Crimea alla Russia. In tal senso, infatti, sono le spinte di Gran Bretagna e Stati Uniti. Mantenere una specie di limbo in cui la Crimea funzioni come parte della Russia anche se continua ad appartenere all’Ucraina.

Per cercare di far valere le proprie posizioni l‘Unione Europea e gli Stati Uniti sono pronti a imporre sanzioni a cittadini Russi ritenuti colpevoli di crimini finanziari e di aver orchestrato l’incursione russa in Crimea. C’è già una lista pronta di 120 persone, ma le sanzioni potrebbero essere sospese se ci saranno sviluppi diplomatici positivi.

Se malauguratamente l’esercito russo dovesse muovere ed occupare parte di territori oltre la penisola di Crimea, allora le sanzioni sarebbero ancora più pesanti e rivolte alla Russia e non a singoli cittadini responsabili. Ad esempio, ci sarebbe come primo passo il boicottaggio del G-8 di Sochi e l’esclusione di Mosca da alcuni gruppi e organizzazioni internazionali.

La situazione non è per niente semplice e le diplomazie avranno molto da lavorare per cercare un compromesso che sia “accettabile” da tutti, senza dover passare per esperienze dolorose e traumatiche che già altri Paesi stanno sperimentando: la guerra civile.

di Vito Di Ventura

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