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Ucraina: Putin sfida l’Occidente

By   /   2 Marzo 2014  /   Commenti disabilitati su Ucraina: Putin sfida l’Occidente

Le truppe russe ucrainahanno preso il controllo di installazioni vitali della penisola di Crimea e il Presidente Vladimir Putin ha ricevuto il via libera dalla Duma per l’invio di altri soldati, mentre la comunità internazionale si dice molto preoccupata dell’evolversi della situazione e ammonisce la Russia di non intromettersi negli affari interni dell’Ucraina.

Il Presidente ucraino ad interim, Oleksandr Turchynov, con toni fermi ha già ha definito il comportamento della Federazione Russa un’aggressione diretta alla sovranità nazionale dell’Ucraina e il Presidente degli Stati Uniti Obama, in una telefonata durata circa 90 minuti, ha duramente condannato l’intervento russo e chiedendo il ritiro delle truppe dalla Crimea. Ma, secondo l’agenzia di stampa Associated Press, stamattina un convoglio di centinaia di militari russi sono stati inviati a Sinferopoli, la capitale della regione.

In Crimea, dunque, la situazione è molto grave. Militari senza mostrine o segni distintivi di appartenenza a qualche unità hanno occupato gli aeroporti di Belbek e Sinferopoli, il palazzo del consiglio dei ministri e il parlamento, alzando ovunque la bandiera Russa. Violenti scontri si sono registrati a Donetsk e a Kharkiv, dove si contano centinaia di feriti.

Il primo ministro della Crimea,  Serhiy Aksyonov, ha chiesto a Putin di aiutarlo a mantenere “pace e tranquillità” nella regione. Sicché agli occhi del mondo l’intervento russo sia giustificato, per una  “assistenza fraterna” a seguito delle preghiere degli abitanti della Crimea.

Secondo l’agenzia di stampa russa RIA Novosti, il governo regionale, composto in larga parte da parlamentari filo-russi, ha annunciato che il prossimo 30 marzo si terrà un referendum popolare per decidere se la Crimea dovrà rimanere ad essere parte della Ucraina, diventare indipendente o chiedere l’annessione alla Russia.

Il leader del partito UDAR (Alleanza Democratica) e candidato alle prossime elezioni presidenziali, Vitali Klitschko, vorrebbe la mobilitazione generale per cacciare i russi, mentre il nuovo primo ministro, Arseniy Yatsenyuk, in un comunicato ha chiesto ”al governo e alle autorità russe di richiamare le loro truppe in patria e di smettere di provocare il confronto civile e militare in Ucraina”.

La situazione in qualche modo rispecchia quella della Georgia del 2008, solo che questa volta le truppe ucraine, che insieme ai Polacchi hanno fatto parte del contingente internazionale a fianco della NATO in Iraq e Afghanistan, sono molto più preparate ed equipaggiate.

Forse Putin non intende annettere la Crimea, ma certamente vuole difendere gli interessi russi nella penisola, a cominciare dalla base navale di Sebastopoli. La battaglia diplomatica è solo alle schermaglie iniziali, mentre quella sul terreno è cominciata e non tarderà a presentare il suo carico di morti.

di Vito Di Ventura

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