Loading...
You are here:  Home  >  Esteri  >  Current Article

Vecchia politica e vecchie logiche

By   /   28 Febbraio 2014  /   Commenti disabilitati su Vecchia politica e vecchie logiche

putin e obamaCosa sta accadendo in Ucraina, Thailandia, Turchia, Venezuela, e così via? Mondi geograficamente, culturalmente, linguisticamente, religiosamente, eccetera, del tutto lontani, ribollono sotto la pressione dell’insofferenza provocata dalle disparità sociali e dalla dilagante povertà.

La gente “vede” tutti i misfatti e le ruberie, la corruzione, il malcostume, la ricchezza concentrata nelle mani di pochi. Vede e subisce in silenzio, ma a tutto c’è un limite. Poi, come si sa, tirandola troppo la corda si spezza. E quando si spezza succede che la gente non ha più paura di prendere posizione, di manifestare il proprio dissenso e di sacrificare persino la propria vita per difendere se stessi, la propria famiglia e, sopratutto, il futuro dei propri figli.

In centinaia di migliaia scendono in piazza e vi restano nonostante i ruggiti del potere, le cariche della polizia, gli idranti, i lacrimogeni e i proiettili. I “regimi” cadono. I dittatori, quando possono, scappano cercando di salvare la pelle e il malloppo accumulato negli anni.

Il vento caldo della famosa Primavera Araba ne è testimonianza. Quel vento continua a soffiare e, mano a mano che tocca nuove terre, lancia il suo monito, anche se i governanti non sono pronti a tendere l’orecchio e ascoltare.

Eppure la Storia ci ha insegnato ciò che la cupidigia può fare, ma evidentemente non tutti hanno appreso la lezione o forse l’hanno semplicemente scordata.

Questo accede non solo in politica interna, ma anche in quella estera. Continuiamo ad assistere a vecchi approcci e logiche di contrapposizione che si basano su fatti e rancori avvenuti oltre mezzo secolo fa; un’eternità, considerata la velocità con cui si evolve la società moderna.

Così, vecchi nemici come Giappone e Cina, Stati Uniti e Russia, Corea del Nord e Corea del Sud, ad esempio, seguitano ad odiarsi per qualcosa che affonda nella Storia, e che entrambe le parti ancora oggi fanno riemergere e sottolineano, mantenendo vivo il rancore; sentimento sociale alimentato dalle disuguaglianze esistenti specialmente in termini di qualità della vita.

Cambiano i leader ma la musica è sempre la stessa, suonano tutti lo stesso spartito. Così si spiega la logica dei moniti di Washington al Cremlino sulla questione ucraina e la reazione di Putin che mobilita l’Esercito per non perdere un altro pezzo di terra da interporre alla “minaccia” occidentale. Logica delle aree di influenza, zone buffer o cuscinetto, di vecchia memoria e che con la caduta dell’Ucraina arriverebbe a intaccare le infrastrutture militari russe (Sevastopoli).

Il Trattato, firmato il 21 aprile del 2010, che prevedeva la cessione della base navale Ucraina in cambio di gas, noto come l’Accordo Kharkiv o Patto di Kharkiv. Tale accordo prevedeva l’estensione dell’uso della base navale fino al 2017 , rinnovabile di 5 anni fino al 2047 in cambio di gas russo a prezzo di favore.

Alcune domande sorgono spontanee: “Perché l’Ucraina nella sfera Europea non dovrebbe più rispettare gli Accordi con la Russia? Se fosse un accordo economico per il bene di entrambi, perché non osservarlo? Forse i benefici erano esclusivamente dell’ex Presidente Yanukovich?

In sintesi, le vecchie logiche non spiegano più un mondo globalizzato dove ciò che avviene in un qualsiasi punto del mondo si riflette dall’altro capo. Basta fare riferimento ai mercati finanziari, ad intenet, ai social network e così via. D’altronde sotto qualunque  latitudine e longitudine, l’uomo rimane lo stesso, con i suoi problemi di fondo, di sempre, che, molto più spesso non coincidono con le logiche dei politici. Per capire il mondo di oggi e le sue logiche bisognerebbe vederlo con gli occhi dei giovanissimi che non hanno le nostre sovrastrutture mentali.

di Vito Di Ventura

    Print       Email

You might also like...

Abbattere i simboli delle ingiustizie razziali

Read More →