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La delocalizzazione, principale male della nostra economia

By   /   22 Febbraio 2014  /   Commenti disabilitati su La delocalizzazione, principale male della nostra economia

glob-8Una delle parole chiave della sopravvivenza industriale moderna è “delocalizzazione”. In termini meno asettici, spostare la produzione all’estero.

Il concetto piace poco a politici e sindacati, ma fa parte delle tecniche di sopravvivenza delle piccole e medie imprese, che sono l’ossatura del nostro paese, ma inizia a fare proseliti anche tra quelle più grandi.

Difficile dare torto all’impresa se, visti i costi, fugge all’estero. Piaccia o meno ad alcuni filosofi, un cittadino si fa imprenditore per la speranza di un maggior guadagno e non per arricchire fisco o dipendenti.

Uno dei cardini fondamentali dell’economia, infatti, prevede il rendere appetibile la costituzione delle imprese al fine di attrarre investimenti. Il che significa meno adempimenti amministrativi e meno imposizione fiscale e previdenziale. Già molti saranno scoraggiati se per aprire una impresa, e non parlo di una multinazionale, occorrono almeno quattro professionisti. In pratica è necessario avere un impiegato dedito alla sola produzione di documentazione che non attiene alla produzione o al commercio.

Con il primo bilancio poi, il neo imprenditore inizia ad accorgersi del fatto che, pur essendo un imprenditore individuale, ha due soci. Da una parte la banca, obbligatoria sia per ragioni pratiche che per obblighi giuridici, che rende interessi intorno al 2%, ma presta denaro attorno al 16%. Dall’altra il fisco, che succhia circa il 60% dei suoi guadagni. Inoltre, se ha una manciata di lavoratori per i quali tra INPS ed INAIL, paga il doppio degli stipendi, inizierà a chiedersi cosa resti a fare in Italia, quando realizzare il medesimo prodotto in Romania o in Cina costerebbe la metà.

D’altro canto la cosa può essere dannosa per lo stesso imprenditore, una simile scelta causerebbe infatti un aumento della disoccupazione, riducendo così il numero di acquirenti dei propri prodotti in Patria. Questo problema colpisce, oltre la ditta che ha delocalizzato, anche quella che non lo ha fatto, che si troverà nella necessità di ridurre il personale. Stesso problema avranno tutte le imprese indipendentemente dal mercato di riferimento. In sostanza se il soldo manca, manca per tutti i prodotti.

In questo modo si moltiplicano cause ed effetti della crisi.

La soluzione? Ridurre l’imposizione diretta ed indiretta e garantire alle imprese una competitività maggiore sul mercato.

Di Marco Eller Vainicher

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