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FAO e UE in aiuto alla Bielorussia

By   /   19 Febbraio 2014  /   Commenti disabilitati su FAO e UE in aiuto alla Bielorussia

0c48b335a6Un nuovo ed importante accordo, ratificato di recente tra la FAO e l’Unione Europea, permetterà di aiutare la Bielorussia di disporre di nuovi pesticidi e fornirà assistenza tecnica nella gestione delle scorte di quelli obsoleti, nella capacità di minimizzare le minacce provenienti da rifiuti pericolosi per la salute umana e l’ambiente, nonché rafforzare la relativa legislazione. Insieme al governo della Bielorussia, la FAO intende pertanto individuare e valutare i siti più altamente contaminati con l’obiettivo di mobilitare risorse per la riduzione del rischio; sviluppare strategie di comunicazione per aumentare la consapevolezza tra gli agricoltori e il pubblico.

Questo è un progetto importante per la FAO, che ha una esperienza unica. Ed è anche un solido passo avanti per rafforzare la cooperazione tra la FAO e la Repubblica della Bielorussia”, ha affermato Vladimir Rakhmanin, Vice Direttore Generale per l’Europa e l’Asia centrale della FAO. L’accordo fa parte di un progetto di partenariato quadriennale tra la FAO e l’UE sulla gestione dei pesticidi lanciata nel 2012 in tutta l’ex Unione Sovietica. L’UE contribuisce € 6.000.000 per l’iniziativa e la FAO, che agisce come un’agenzia esecutiva, ha stanziato 1.000.000 € di finanziamenti.

Grazie a questo accordo, già sei paesi hanno aderito all’iniziativa: Armenia, Bielorussia, Georgia, Kirghizistan, Moldavia e Ucraina. Il progetto prevede lo smaltimento di oltre 1 000 tonnellate di giacenze di questi paesi fino al 2016, anche se l’Ucraina ha già rimosso le sue scorte di pesticidi obsoleti. Si stima che circa 200 000 tonnellate di pesticidi obsoleti, circa il 40 per cento delle scorte mondiali, possa essere trovato in dodici repubbliche dell’ex Unione Sovietica: Armenia, Azerbaigian, Bielorussia, Georgia, Kazakistan, Kirghizistan, Moldavia, Federazione Russa, Tagikistan, Turkmenistan, Ucraina e Uzbekistan.

Questi pericolosi pesticidi obsoleti sono stipati in decine di migliaia di siti non protetti, che costituiscono una grave minaccia per la salute delle persone e dell’ambiente. Giacciono sottoterra, in semplici fosse, talvolta ricoperte da strati di sabbia. E’ questa la soluzione che a partire dagli anni ’70 le autorità dell’allora Unione Sovietica avallarono per disfarsi dei pesticidi tossici. Queste scorte si sono accumulate durante l’era sovietica a causa di sistemi di alimentazione centralizzati, divieto di prodotti a causa di problemi ambientali e sanitari e la mancanza di capacità di smaltire giacenze di magazzino in modo ecologicamente corretto. “I pesticidi sono importanti per l’agricoltura, ma devono essere usati in modo responsabile proteggendo la salute e l’ambiente”, ha spiegato infine Jose’ Graziano da Silva, direttore generale della FAO.

di Salvatore Verde

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