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Rugby – Sei Nazioni in cerca d’autore: la favorita non c’è, è un torneo favoloso

By   /   12 Febbraio 2014  /   Commenti disabilitati su Rugby – Sei Nazioni in cerca d’autore: la favorita non c’è, è un torneo favoloso

Irlanda Galles rugbyAncora una volta, dovremmo smetterla di far pronostici. Come altro spiegare quanto sta avvenendo nel Sei Nazioni 2014? Un rugby union superbo e spettacolare è stato giocato infatti dall’Irlanda, vera potenza di questa seconda giornata, nel big match col Galles. Vediamo com’è andata, prima della pausa.

Diciamo che contava, all’Aviva Stadium di Dublino: la gente d’Irlanda aveva voglia di vendetta (in senso sportivo, s’intenda), per l’esclusione di Brian O’Driscoll dal test decisivo dei British and Irish Lions. Allenati, putacaso, dal ct del Galles Warren Gatland, che per salvare il tour e forse il destino futuro della rappresentativa delle isole britanniche decise di puntare sui suoi luogotenenti, mettere da parte la leggenda di Clontarf. Vincere ma col sacrilegio, se abbiamo occhi irlandesi: la vendetta è un piatto da servire freddo, ma anche caldo va bene ed ecco che un’intera nazione ha spinto la nazionale alla demolizione dei Dragoni, grandi favoriti sciolti come neve al sole.

Dal primo all’ultimo minuto, ad esser franchi; troppa differenza sabato pomeriggio, per una vittoria che rilancia le quotazioni dell’Irlanda, e pone qualche interrogativo sul Galles. Che, al pari dell’Inghilterra, questo torneo lo voleva dominare, mentre adesso è ferito e aspetta una Francia rilanciata. Il XV di Joe Schmidt, al suo primo Sei Nazioni, andrà a Londra e lì sì che saranno fuochi d’artificio.

Nella sfida più antica della storia di questo sport, Scozia e Inghilterra si sono contese la cosiddetta Calcutta Cup. Contese è una parole grossa, se è concessa la cattiveria, perché mai realmente chi sta sopra al Vallo di Adriano ha dato l’impressione di poterla vincere, tanto era il gap tra le due formazioni. Vero che l’Inghilterra, punta nell’orgoglio dalla sconfitta di Parigi (dove ai punti avrebbe meritato) era la favorita, ma dai cuori impavidi della Scozia ci si sarebbe aspettato di più. Invece è stato ko netto su tutta la linea, su tutti i fondamentali: Scott Johnson avrà tanto tanto tanto da lavorare, per rendere questa squadra almeno presentabile all’appuntamento di Roma, fra due sabati. Ancora incerto, in piazzola, l’inglese Farrell: ok che Murrayfield ha un manto impresentabile e in condizioni pietose, ma per battere Irlanda, Galles e Italia servirà il piede dei giorni migliori.

L’intensità, come spesso s’è detto, è la chiave di molti successi. La mancanza in questo fondamentale porta quasi sempre alla sconfitta, specie lontano da casa. Ne sa qualcosa l’Italia, brillante solo a metà allo Stade de France. L’impianto parigino, per tutto il primo tempo, se l’è vista brutta. Vuoi perché gli occhi degli italiani erano quelli dei giorni migliori, vuoi perché qualcosa non andava, vuoi perché l’equilibrio tutto sommato reggeva e di mete nemmeno l’ombra. Poi, all’improvviso e ai primi spiragli, le zampate francesi: Picamoles, Fofana e Bonneval, dal 42′ al 51′. Avete letto bene, tutto in 9 minuti: 3 mete, gambe e cuori azzurri frantumati, in mille pezzi. Discreta la reazione successiva, ma davvero riprendersi sarebbe stata un’impresa più che titanica; simbolica e incoraggiante la meta di Iannone a pochi minuti dal termine, giusto per non perdere la confidenza e far succedere qualcosa di bello. In un pomeriggio che non lo è stato, tutto sommato: l’era delle sconfitte onorevoli e del darsi soddisfazione con poco questa nazionale l’ha archiviata, per fortuna.

Il vero Sei Nazioni, decisivo non solo nel discorso sull’eventuale cucchiaio di legno ma anche per capire temi, prospettive e gerarchie future, si giocherà all’Olimpico, il 22 febbraio. Occorrerà esserci, contro una Scozia che ha il morale sotto i tacchi, ma che ha fatto male all’Italia nei test match sudafricani la scorsa estate.

Contro una squadra troppo spesso, ultimamente, sottovalutata dall’Italia e per questo mina vagante.

Contro un  team che obiettivamente è meno forte degli azzurri, ma che non verrà a Roma in villeggiatura.

Da questa e dalle altre partite, finalmente, ci verranno regalate idee e gerarchie più chiare. Con il consueto carico di emozioni e gioco intenso che questo torneo più di tutto, nell’Emisfero Nord, sa dare. Anche perché poi nel 2015 ci sarà un mondiale da giocare e ognuno vorrà arrivarci con alle spalle un ciclo vincente.

Sei Nazioni 2014 – 2a giornata

Irlanda-Galles 26-3
Scozia-Inghilterra 0-20
Francia-Italia 30-10

CLASSIFICA: Irlanda e Francia 4, Inghilterra e Galles 2, Italia e Scozia 0

di Matteo Portoghese

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