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Il caso Corby richiama i 2 Marò e i 3.103 italiani detenuti all’estero

By   /   10 Febbraio 2014  /   2 Comments

CorbyE’ stata per 9 anni nel carcere di Kerobokan, sull’isola di Bali, accusata di traffico di droga. Ieri, la bella australiana Schapelle Corby, di 36 anni, è tornata in libertà condizionale, comunemente nota come libertà vigilata. La Colby potrà rientrare definitivamente a casa, in Australia, nel 2017, perché ancorché la sua condanna termini nel 2016 dovrà rimanere in Indonesia ancora un anno per completare l’iter previsto dalla libertà condizionale.

Il suo caso è stato molto seguito in Australia. Ne hanno parlato nei talk show personaggi famosi come Russel Crowe, sono state condotte campagne sms, forum su Internet, editoriali in prima pagina, striscioni con su scritte “Salvate Schapelle” e naturalmente anche dibattiti in Parlamento. Proprio come per i 2 Marò italiani.

Catturata nel 2004 all’aeroporto di Bali con 4 chili di  marijuana nascosta nel suo borsone da surf, la giovane e bella australiana, che si è sempre dichiarata innocente, fu condannata a 20 anni di carcere. La sua condanna è stata successivamente ridotta di circa 8 anni, per buona condotta e per atto di clemenza della Corte. In tutti questi anni, il suo processo è andato avanti con rinvii su rinvii, arenandosi sempre davanti a cavilli burocratici. In pratica non è mai iniziato veramente.

Il Ministro della Giustizia indonesiano, Amir Syamsuddin, aveva annunciato la sua scarcerazione già lo scorso venerdì, provocando da una parte le proteste degli indonesiani, che ritengono la mossa contro legge,  e dall’altra la gioia degli australiani.

Entrata in carcere nel fiore dell’età a 28 anni, dopo tutti questi anni passati in carcere, ne esce una donna profondamente cambiata. Una donna che ha dovuto convivere, in celle superaffollate, con detenute drogate e violente, che ha dovuto lottare contro le stesse compagne di cella ed è stata picchiata dai carcerieri. Situazioni ritenute comuni e più volte denunciate dalle associazione dei diritti umani. Ha anche sofferto di gravi squilibri mentali ed è stata ricoverata in ospedale per depressione. La sua tragedia non è ancora del tutto conclusa, ma si può dire che è iniziata la discesa che la porterà verso casa.

Il caso della Colby non può non richiamarci alla mente quello dei due Marò, che da 2 anni sono detenuti in India, senza una precisa e formale accusa (forse oggi verrà formulata), ma anche, e soprattutto, dei 3.103 detenuti italiani all’estero, innocenti o per aver commesso reati di poco conto. Forse, infatti, non tutti sanno di questi nostri connazionali che a tutt’oggi sono trattenuti in carcere da qualche parte nel mondo senza assistenza legale e senza le necessarie garanzie fisiche.

Caso eclatante è stato quello dell’Ingegnere Carlo Parlanti, fondatore insieme a Katia Anedda dell’Associazione “Prigionieri del silenzio”, che ha trascorso 9 anni nella prigione di Westlake, in California accusato di sequestro di persona, violenza carnale e maltrattamenti nei confronti della sua ex convivente Rebecca Mckay White. Nonostante prove inesistenti e costruite ad hoc è stato  arrestato all’aeroporto di Duesseldorf, estradato negli Usa e condannato al massimo della pena.

Numerosi sono i casi di ragazzi, magari in viaggio per festeggiare la laurea appena presa, trovati in possesso di pochi grammi di marijuana o hashish e condannanti ad anni di carcere, abbandonati a loro stessi, in Paesi lontani, troppo costosi per i familiari, e abbandonati dallo Stato imbrigliato, legato al “politically correct”, proprio come nel caso dei 2 Marò.

di Vito Di Ventura

Secondo i dati forniti dal sito “Prigionieri del Silenzio” (http://www.prigionieridelsilenzio.it/it/), questa è la distribuzione geografica degli italiani detenuti all’estero:

AREA GEOGRAFICA     CONDANNATI     IN ATTESA DI GIUDIZIO   IN ATTESA DI ESTRADIZIONE     TOTALI
UNIONE EUROPEA                   419                                                 1887                                                 17                                             2323
EUROPA (NON UE)                    20                                                   104                                                   5                                                129
MEDITERRANEO E M.O.         20                                                     43                                                   1                                                  64
AMERICHE                                 195                                                  290                                                   9                                               494
AFRICA SUB SAHARIANA         2                                                     15                                                    0                                                 17
ASIA E OCEANIA                        21                                                     55                                                    0                                                76
Totale                                                                                                                                                                                              3.103

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2 Comments

  1. Vito DiVentura ha detto:

    Carissimo Giovanni,
    Ti ringrazio per il tuo contributo che ritengo importante. La problematica degli italiani detenuti all’estero è estremamente importante e complessa allo stesso tempo. Mi sono affacciato a questa situazione in punta di piedi, ma ogni tuo personale contributo sarà tenuto in debita considerazione per futuri articoli in merito. Puoi contattarmi direttamente all’indirizzo vito.diventura@italnews.info.
    Grazie e continua a leggerci.
    Vito

  2. Giovanni Falcone ha detto:

    Signor DiVentura, più che al caso dei Marò assomiglia alle migliaia di casi di Italiani detenuti illegalmente e in violazione di ogni elementare norma sui Diritti Umani con violazioni sulla tortura e ogni Legge e convenzione Internazionale di cui il nostro amato!!! paese e tutta la clesse politica MAI si son voluti occupare, ma anche i media, carta stampata e ogni mezzo comunicazione, silenzio assoluto anche di blasonate Associazioni umanitarie Nazionali e Internazionali. Io ho portato avanti questa battaglia per 3 lunghi anni occupandomi mi mio figlio ma anche di tanti altri nostri concittadini che mi contattavano e chiedevano aiuto, pensi che ad alcuno di questi i miei contatti venivano dati da SEDI istituzionali di Roma. Abbiamo avuto tanti casi di ASSASSINI IN CARCERE O NELLE STAZIONI DI POLIZIA. Io fortunatamente ne se sono venuto fuori grazie a un cospicquo gruzzoletto che avevo, alla mia caparbietà, e al sapermi saputo dimenare nella giungla delle leggi, grazie al fatto di essere un carabiniere in pensione e al aver prestato servizio in una Ambasciata d’Italia. Ecco il problema di tutti questi casi sono le Ambasciate e Consolati, assenti, silenti e menefreghisti (tanto non sono loro figli. Adesso tutti se ne sono accorti per via dei marò, certo è giusto tutto perchè erano lì per lo Stato e delle Organizzazioni Internazionali (ONU) che adesso e sempre non se ne sono occupati. E’ di ieri dell’ segretario dell’ONU la dichiarazione che è una questione interna tra Italia e India. ASSURDO, per fortuna adesso la Bonino è ferma nel chiedere l’interessamento ONU pena la fuoriuscita dalla missioni internazionali. Sono state in tantissime trasmissioni TV, scioperi della fame, incontrati personalità politiche, addirittura il Presidente Napolitano, al MAE, il Presidente della Commissione Diritti Umani al Senato, ma poco è stato fatto, anzi da tantissimi ancora aspetto una risposta come Napolitano, giusto?, mi vergogno di essere italiano. Solo Frattini ha fatto qualcosa per fortuna. Se vuole e le interessa sapere per ulteriori articoli sono a disposizione io quando capita ancora mi occupo. PS avevo previsto la storia dei marò e l’avevo scritto pochi giorni dopo l’arresto e sta avvenendo e ancora non è finita, io ho la mia idea e penso, purtroppo, quella sarà. Cordilamente Falcone Giovanni 3384005065……..

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