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Rugby – Sei Nazioni in cerca d’autore: la pugnalata dei francesi all’Inghilterra

By   /   5 Febbraio 2014  /   Commenti disabilitati su Rugby – Sei Nazioni in cerca d’autore: la pugnalata dei francesi all’Inghilterra

Irlanda rugbyAvevamo indovinato due pronostici…E mezzo. Sì, perché le vittorie del Galles e dell’Irlanda erano facili da mettere in preventivo, mentre la partita di Parigi appariva aperta, ricca di fascino e tradizione, ma anche delicata, dato il momento delle nazionali di Francia e Inghilterra.

È successo allora che, in un sabato di gran bel rugby parigino, la nazionale di Philippe Saint-André ha bruciato le tappe nel primo quarto di gara, spezzando le gambe agli inglesi, al grande rivale. Se è vero, come avevamo scritto la scorsa settimana, i club del Top 14 schierano meno prodotti dei vivai francesi nei ruoli chiave, rispetto al passato, è innegabile che la vittoria dello Stade de France darà linfa vitale a questa nazionale. Dando speranze a un popolo intero: vincere il Sei Nazioni di nuovo, vincerlo rispettando la statistica che vede i francesi mattatori l’anno successivo al Tour de i Lions.

Naturalmente è prestissimo per fare bilanci e, come ha detto qualcuno, la palla ha rimbalzato sempre dalla stessa parte. Il XV di Stuart Lancaster ha avuto la forza d’animo per rimettersi in piedi, giocando molto bene a tratti, pur nell’inconsistenza di certi giocatori (Twelvetrees su tutti), ma la Francia ha colpito sul più bello.

È così che al 4 gennaio già si sa che l’Inghilterra non coglierà il Grande Slam, che la Francia è rinata e potrebbe maturare alla distanza, che i grandi scenari come Parigi fanno paura.

Nelle altre sfide, l’Italia ha smentito solo in parte le previsioni. La cosa bella, per la nazionale, è essere durata più dei canonici 60′: merito di una forma fisica migliore rispetto al passato, e anche di un certo cambio di mentalità. Si badi bene: il gap tecnico col Galles di turno, capace di pungere alla giugulare nonostante l’atteggiamento di sufficienza in certi momenti, resta ampio, o comunque notevole a questi livelli, ma gli azzurri stanno maturando. E non s’accontentano più di perdere con onore, di uscire a testa alta. Di vecchie formule retoriche che per anni hanno tentato, goffamente, di mascherare difetti cronici e molto gravi: bene così, nonostante la sconfitta, per il cambio di attitudine, per la interessante formazione schierata da un tecnico che sinora aveva convinto solo in parte. Con questo torneo i diversi giovani inseriti accumuleranno minutaggio e chilometri: esperienze formative essenziali, a un anno e mezzo dal mondiale.

Poi chiaramente il Galles, a tratti proprio non bello, ha fatto valere fattore campo e fattore talento: parliamo dell’intera ossatura dei British and Irish Lions, di gente abituata a guardare in faccia anche gli avversari più forti.

Con un Galles inaspettatamente meno straripante e una Francia cinica, è l’Irlanda la vera vincitrice della prima giornata: all’Aviva Stadium, la Scozia non ha potuto che arrendersi. Il divario qui è parso abbastanza netto, anche se il climax della gara è arrivato a un respiro dall’intervallo: touche nel cuore della difesa scozzese, irlandesi abili a rubare l’ovale, ribaltando l’azione fino alla meta.

Come accade in altri sport, era il classico caso dove andare al riposo più o meno vicino nel punteggio ti dà una carica in più: la meta Andrew Trimble, ala classe 1984 da una vita in forza ad Ulster, ha fatto sì che la Scozia crollasse prima del previsto, nel vero assist alle mete della ripresa.

Irlanda bella, aggressiva, puntuale nel rispettare il piano partita di quella vecchia volpe di Joe Schmidt. E occhio che sabato arriva il Galles…

Sei Nazioni 2014 – 1a giornata

Galles-Italia 23-15
Francia-Inghilterra 26-24
Irlanda-Scozia 28-6

di Matteo Portoghese

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