Loading...
You are here:  Home  >  Esteri  >  Current Article

Thailandia: elezioni tra scontri e tafferugli

By   /   3 Febbraio 2014  /   Commenti disabilitati su Thailandia: elezioni tra scontri e tafferugli

voto in thailandiaNon ci sono stati morti o incidenti gravissimi, ma le elezioni di ieri in Thailandia sono state tutt’altro che pacifiche, al punto che oltre il 10% dei seggi sono stati costretti alla chiusura. In realtà, dopo i disordini dei giorni scorsi e i violenti scontri con la polizia, che hanno provocato decine di feriti, si temeva il peggio.

Nella capitale su 6.600 circa 500 seggi sono stati chiusi per tafferugli tra dimostranti e sostenitori del governo, ma la situazione è stata ancora peggiore nel sud del Paese, in particolare nel distretto di  Din Daeng, dove sono state erette vere e proprie barricate per impedire alla gente di andare a votare, mentre in altri distretti è stato rubato il materiale per le votazioni. A Din Daeng gli scontri tra i favorevoli al voto e gli oppositori sono sfociati in scontri violenti e lancio di bottiglie e qualche sparo che per fortuna non hanno provocato vittime.

La Commissione elettorale ha comunicato che in totale non hanno votato oltre 6 milioni di persone su 48 milioni di votanti. I risultati quindi non potranno essere utilizzati perché i distretti in cui non è stato possibile votare non avrebbero rappresentati in Parlamento e quindi il Primo Ministro Yingluck Shinawatra non potrebbe formare un governo. La Thailandia resterà, molto probabilmente, così in un limbo politico per mesi fino alle prossime elezioni.

I capi dei gruppi di opposizione anti governativi, che da circa 3 mesi infiammano le strade di Bangkok, chiedono infatti l’annullamento delle attuali votazioni, definite “farsa”, e intendono  continuare la lotta, occupando il centro delle attività commerciali della capitale, i principali snodi stradali e palazzi governativi, tant’è che il governo da mesi è costretto a riunirsi in altre sedi.

Le opposizioni chiedono le dimissioni del Primo Ministro Shinawatra, accusata di corruzione e di essere un fantoccio nelle mani del potente e ricco fratello, ex-premier Thaksin Shinawatra, il quale, da quando deposto con colpo di stato militare nel 2006, vive in esilio. Su di lui pende una condanna per corruzione, ma rimane una figura di primo piano nella politica Thailandese. La maggioranza della gente che vive nelle campagne del nord lo adora per la sua politica a favore dell’assistenza  sanitaria gratuita, mentre a Bangkok e nel sud considerano lui e la sua famiglia dei corrotti che hanno rovinato la Thailandia.

Dall’inizio delle manifestazioni sono morte almeno 10 persone e circa 600 sono rimaste ferite. Secondo i dati ufficiali  sono stati impiegati in tutto il paese oltre 100 mila poliziotti e circa 5 mila uomini dell’Esercito, quest’ultimo impiegato sopratutto in Bangkok, per rafforzare la sicurezza della capitale.

di Vito Di Ventura

    Print       Email

You might also like...

Rapporto 2020 sul Terrorismo

Read More →