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Rugby – Sei Nazioni in cerca d’autore: tutto pronto per l’edizione 2014

By   /   29 Gennaio 2014  /   Commenti disabilitati su Rugby – Sei Nazioni in cerca d’autore: tutto pronto per l’edizione 2014

England Rugby FranciaHa proprio ragione la Gazzetta, che oggi ha scritto che “questo Galles fa venire i brividi“. Con l’approssimarsi del primo turno del Sei Nazioni 2014, cercheremo di capire perché è così, buttando l’occhio su tutte le pretendenti, alla ricerca della sfidante ideale per i gallesi, ad oggi miglior team dell’Emisfero Nord.

GALLES. Premessa: a rugby vince chi è più forte. Di solito va così, specie quando si schierano campioni di livello internazionale, gente abituata a far la voce grossa nella Heineken Cup, la Champions ovale. Difficile trovare difetti alla rosa del Galles, lunga e completa: l’ossatura dei British and Irish Lions che hanno trionfato contro l’Australia è tutta gallese, a testimonianza del gran momento di questa scuola, sul piano del talento individuale.

INGHILTERRA. Se si cerca l’antagonista ideale, si va a Twickenham, Londra: agli inglesi manca sempre qualcosa per essere perfetti, ma restano gli unici dell’Emisfero Nord aver battuto, nell’ultima finestra internazionale, uno dei tre mostri sacri del rugby union. Era il 2 novembre e, davanti a più di 80mila persone, i ragazzi di Stuart Lancaster battevano l’Australia 20-13, al termine di una gara incerta e non priva di errori arbitrali. In certi ruoli la coperta appare corta, ma Owen Farrell è un 10 degno di questo contesto e l’Inghilterra giocherà in casa le durissime sfide contro Irlanda e Galles. Lì si può decidere tutto, a patto di partire bene a Parigi questo sabato, contro una Francia enigmatica e difficile da analizzare. Dal titolo mondiale del 2003 questa nazionale ha raccolto meno di quanto seminato, costruito meno bene del previsto: solo un Sei Nazioni vinto, nessun grande Slam.

IRLANDA. Trattasi di una squadra camaleontica, capace di mostrare a stretto giro di posta le facce di dottor Jekyll e del signor Hyde. Lo scorso anno, cucchiaio di legno scampato per un pelo: se Jonhathan Sexton ha raccolto l’eredità di Ronan O’Gara con estrema prontezza, altrove i dubbi rimangono. Rispetto all’anno scorso c’è forse più consapevolezza, mentre i risultati europei e “celtici” dei club della Repubblica spingono all’ottimismo: bene fa Paul Rees del Guardian a scegliere Jamie Heaslip giocatore chiave, ma per vincere il Sei Nazioni servirà un miracolo.

FRANCIA. Qua il miracolo deve essere doppio, forse triplo. Se non di più: mala tempora currunt per l’Equipe de France, dilaniata dal dualismo tra il campionato più ricco e di livello d’Europa e una nazionale poco performante, spesso inadatta sul piano mentale e tecnico. Dopo la (naturalmente) paradossale Coppa del Mondo 2011, culminata in un fortunoso cammino sino alla finale, la priorità di tutti i francesi sembrava quella di cambiare allenatore. Rimosso quel diavolo di Marc Lièvremont, criticatissimo eppure vice campione iridato (un po’ come Domenech), ma non è che Philippe Saint-André abbia risolto chissà cosa: il problema è che nel ricchissimo Top 14 i giocatori chiave sono stranieri, con conseguente diminuzione dello spazio concesso ai prospetti francesi: resta un XV di valore tecnico importante, che magari sfruttando il fattore campo può battere gli inglesi a Saint-Denis: lì può girare il torneo, il suo come quello delle altre contendenti. Ma parte con un pronostico negativo.

SCOZIA. L’impressione è che il terzo posto dell’anno scorso sia stato unicum. Troppo negativo il periodo storico per l’ovale scozzese, con i Glasgow Warriors quinti nel Pro 12 e Edinburgh che occupa l’ottava piazza. Meglio dell’Italia nelle sfide sudafricane in estate, questa Scozia appare davvero di un livello inferiore alle altre, azzurri esclusi. Probabilissima una corsa per evitare il cucchiaio di legno. Da brivido l’avvio: prima Dublino e poi l’Inghilterra a Murrayfield. Il punto di non ritorno? Italia-Scozia del 22 febbraio all’Olimpico.

ITALIA. Come gli scozzesi, o forse peggio. La gestione Brunel ha vissuto alti e bassi e a una certa volontà di ristrutturare si sono accompagnati risultati scadenti, poco premiati dalla continuità, con exploit isolati. Se ormai s’è capito che gli azzurri possono battere una Francia opaca a Roma, negli appuntamenti che contano la palla scotta, le mani tremano: l’estate in Sudafrica è stata un disastro, e meglio non è andata nelle sfide internazionali di fine anno. Contro le Figi, ridotte ai minimi termini nel primo tempo dal record di cartellini gialli, per poco l’Italia non subiva la rimonta delle rimonte: azzurri poco solidi, acerbi in certi reparti, acciaccati in altri, tanto da richiamare Mirco Bergamasco nonostante non giochi più nel Pro 12: l’entusiasmo del pubblico dell’Olimpico darà una mano, ma le trasferte di Cardiff, Parigi e Dublino fanno davvero paura. Non funziona più nemmeno la mischia chiusa, vecchio cavallo di battaglia imbrigliato dalle nuove regole: si salvi chi può.

Sei Nazioni 2014 – 1a giornata

Galles-Italia
Francia-Inghilterra
Irlanda-Scozia

di Matteo Portoghese

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