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Stati Uniti: dopo la guerra gli affari

By   /   28 Gennaio 2014  /   Commenti disabilitati su Stati Uniti: dopo la guerra gli affari

elicottero ApacheFinché c’è guerra c’è speranza” era il titolo di un film di Alberto Sordi del 1974. Nel nostro caso potremmo dire “dopo la guerra, gli affari”. E’ il caso della vendita di 24 elicotteri Apache che gli Stati Uniti si apprestano a vendere all’Iraq, per un valore di circa 5 miliardi di dollari.

Il Pentagono ha informato il Congresso che ora ha 15 giorni di tempo per approvare il proseguimento della trattativa che prevede anche la vendita di 6 esemplari per l’addestramento e di 480 missili Hellfire con i relativi sistemi di navigazione e di guida radar. Il cui costo è naturalmente a parte.

Sì, perché si tratta di vendere armamento particolarmente sofisticato, cioè tecnologicamente avanzato, ad un Paese ancora in subbuglio e senza pace dal 2006. La guerriglia contro i gruppi anti-governativi, legati ad al-Qaida, è cronaca di ogni giorno. Attentati, autobombe e incursioni, blitz hanno provocato migliaia di morti in questa lotta di potere che ha come protagonisti le due principali fazioni religiosi, Shiiti e Sunniti.

“Questa vendita è in linea con gli interessi strategici degli Stati Uniti in quanto fornisce all’Iraq le capacità di proteggersi dagli attacchi terroristici e dalle minacce convenzionali, migliora la protezione di infrastrutture e piattaforme petrolifere chiavi e consolida la sovranità dell’Iraq”, così si è espresso il portavoce della Defense Security Cooperation Agency (DSCA). L’elicottero AH-64, della Boeing, fornirà copertura per “il supporto aereo ravvicinato, il riconoscimento armato e le missioni contro carri”.

Da alcune settimane, dal 5 gennaio 2014, dopo 6 giorni di scontri e più di 60 morti, alcune parti di Ramadi e tutta Fallujah, nella parte occidentale dell’Iraq, sono nelle mani dei  miliziani dello Stato Islamico dell’Iraq e del Levante (ISIL), affiliato ad Al-Qaeda, che issano le bandiere nere, simbolo del gruppo terroristico, nel centro della città. Per la prima volta, da quando gli americani hanno lasciato il Paese nel 2003, tali gruppi hanno il pieno controllo di alcune città.

Per questo, il Presidente americano, Barack Obama, e altri leader stranieri hanno fatto pressioni su Bagdad affinché faccia qualcosa per difendere la comunità Sunnita e colpisca le linee di rifornimento dei  guerriglieri.

Presto fatto. Oltre alla succitata vendita, infatti, gli Stati Uniti all’inizio del mese avevano comunicato che stavano inviando diverse migliaia di fucili d’assalto M-16 e M-4, e relativo munizionamento, per ammodernare l’armamento delle forze regolari Irachene. Fonti ufficiali hanno anche parlato della possibilità di addestrare i soldati iracheni in un Paese terzo (Gran Bretagna?).

di Vito Di Ventura

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