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Se questo è un uomo…Il Giorno della Memoria

By   /   27 Gennaio 2014  /   Commenti disabilitati su Se questo è un uomo…Il Giorno della Memoria

giornatamemoriaSi celebra oggi il “Giorno della Memoria”. La ricorrenza internazionale stabilita nel 2005 dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha un triste riferimento storico ed evoca un avvenimento preciso.

Questa giornata in commemorazione delle vittime dell’Olocausto si rifà al 27 gennaio del 1945, quando le truppe sovietiche in Polonia scoprirono il tristemente famoso campo di concentramento di Auschwitz. I pochi superstiti vennero liberati e le testimonianze dei sopravvissuti rivelarono al mondo l’orrore del genocidio nazista.

Una lunga catena di avvenimenti di storie private che diventano pubbliche e collettive invitando il mondo a riflettere. Bastano i documenti di quegli anni. Basta leggere il documento che veniva presentato alle famiglie prima di essere deportate, magari pensando al tempo che noi oggi impieghiamo per fare le valigie.

  1. Insieme con la vostra famiglia e con gli altri ebrei appartenenti alla vostra casa sarete trasferiti.
  2. Bisogna portare con se: viveri per almeno 8 giorni, tessere annonarie, carta d’identità, bicchieri.
  3. È possibile portare via: una valigia con effetti e biancheria personali, denaro e gioielli.
  4. Chiudere a chiave la casa e prendere con sé le chiavi.
  5. Gli ammalati, anche in casi gravissimi, non possono rimanere indietro per nessun motivo. Nel campo si trova un’infermeria.
  6. Venti minuti dopo la presentazione di questo biglietto la famiglia deve essere pronta per la partenza.

Certi orrori vanno ricordati. Perché quelle immagine sbiadite, in bianco e nero, le parole, gli scritti e le testimonianze non siano relegate ad un tempo troppo lontano. E di questo si tratta: non dimenticare perché non accada mai più.

Questa la preoccupazione di molti, oggi come allora. Con il passare degli anni e la perdita di testimonianze dirette il rischio è infatti quello di considerare i tristi eventi di quei giorni come qualcosa di immobile, semplicemente scritto sui libri di scuola. Ma non è passato poi così tanto tempo e non servono belle parole a tempo determinato. Così è importante assumere i valori che la storia ci ha insegnato, vivendoli nella quotidianità di ogni giorno.

 

di Marta Parcesepe

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