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Europa ed Euro, ma veramente sono la sorgente di ogni male ?

By   /   27 Gennaio 2014  /   Commenti disabilitati su Europa ed Euro, ma veramente sono la sorgente di ogni male ?

European_UnionDa qualche tempo si sente dire che l’accoppiata Euro/Europa sia la causa di tutti i mali e che da essa derivi la maggior parte dei nostri problemi, in quanto, fino al 1992, quando nasce l’Unione Europea (prima c’erano le Comunità Europee), l’economia italiana era più forte.

In un certo senso è vero, l’economia è cambiata negli ultimi anni e anche tanto, ma l’Europa e l’Euro non sono gli unici fattori determinanti del panorama geo-economico.

Personalmente metterei sul piatto altri eventi, a partire dalla Seconda Guerra Mondiale, la Guerra Fredda, la Globalizzazione, l’Organizzazione Mondiale del Commercio, il crescente potere delle Agenzie di Rating.

Prima del crollo del Muro di Berlino, avvenuto il 9 novembre 1989, il mondo era diviso in due grandi blocchi (il modello geopolitico bipolare) e ciascuno dei due blocchi, Stati Uniti ed Unione Sovietica, cercava di estendere la propria egemonia con la forza e, dove non era possibile, la propria influenza tramite interventi di carattere economico e commerciale.

E’ quasi ovvio, ma è stato dimostrato da diverse inchieste, non solo giornalistiche, che entrambe le potenze egemoniche versassero fiumi di denaro verso i paesi europei (e non solo denaro, ma non è argomento di questo articolo) per garantire che non passassero “al nemico”.

Era chiaramente una economia dopata che non poteva più essere sostenibile dopo il crollo del muro di Berlino e la nascita del modello multipolare, in cui paesi emergenti come l’India e la Cina, per citarne due, diventano una concorrenza commerciale, e dove le spese per gli armamenti vengono dirottate su altri fronti strategicamente più importanti.

Nel frattempo anche l’economia mondiale ha avuto un rapido cambiamento, pari a quello politico, e, al progressivo ridursi degli apporti economici esterni, sono gradualmente aumentate le speculazioni finanziarie sulle valute, spesso coadiuvate da comportamenti più o meno compiacenti di agenzie di rating, su cui la magistratura penale sta ora indagando per verificare quanto in realtà lo siano state.

In un simile modello può anche sembrare ovvio che il rischio di essere eliminati per la cosiddetta “sindrome dei polli di Renzo” (come i capponi nei Promessi Sposi, che invece di sostenersi, si tormentavano a vicenda mentre venivano trasportati verso un duro destino) sia piuttosto grosso e dunque diventa importante fare squadra, sia a livello giuridico sia economico.

E non a caso, per salvarsi dai propri tracolli, Stati come Islanda, Croazia e Svezia abbiano deciso di aderire all’Euro.

Ciò detto, non è nemmeno vero che l’Unione sia la panacea di tutti i mali e che “questa” Unione sia la migliore possibile.

Direi anzi che molti strumenti siano stati e siano usati male, ovvero in modo non coerente con la filosofia (uniti nella diversità) che ha dato origine al Trattato di Roma e a quello di Maastricht, e abbiano portato ad aumentare il rigore formale della contabilità e non al rafforzamento delle politiche economiche e commerciali, accrescendo la burocrazia e non la circolazione delle merci.

Ma soprattutto pare che i nostri euro-governanti abbiano dimenticato che, con l’unione economica e monetaria, i Paesi che ne fanno parte costituiscono un tutt’uno e se ne cade uno, cascano tutti.

di Marco Eller Vainicher

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