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Egitto al voto per la nuova costituzione

By   /   14 Gennaio 2014  /   Commenti disabilitati su Egitto al voto per la nuova costituzione

voto in egittoQuesta mattina gli egiziani hanno iniziato a votare per la nuova Costituzione che è da tutti vista come basilare per gettare le basi per la vera transizione, dopo la destituzione dell’ex Presidente Morsi.

Oggi e domani i seggi saranno aperti, dalle 09:00 del mattino alle 09:00 di sera, per gli oltre 52 milioni di cittadini che per la terza volta dalla rivoluzione del 25 gennaio 2011 si recano alle urne, la cui apertura è stata salutata da una bomba esplosa, senza provocare danni, nel quartiere di Inbaba, nel Grande Cairo.

La nuova costituzione è un passo fondamentale per il futuro dell’Egitto, dopo che l’ex Presidente Morsi aveva cercato, nel suo anno di governo, di islamizzare il Paese, sostenuto in questo dai Fratelli Musulmani, gruppo politico oggi dichiarato fuorilegge come lo era stato nell’epoca di Hosni Mubarak.

Se il referendum passerà, come è probabile, l’Egitto entro 6 mesi andrà alle elezioni parlamentari e presidenziali. La nuova costituzione sostituirà quella approvata dal parlamento lo scorso anno con i voti di solo due terzi ( 63,8% ) dei votanti. Per questo una larga affluenza viene considerata una specie di legittimazione all’operato dei militari ed in particolare del Generale e Ministro della Difesa Abdel-Fattah al-Sisi.

Anche se molti egiziani considerano la nuova costituzione un prerequisito per la stabilità e la sicurezza, gli Islamisti in generale e i Fratelli musulmani in particolare, che hanno condannato il colpo di stato che ha esautorato il loro leader Morsi, hanno deciso di boicottare il referendum definendolo “illegale”.

Dalla destituzione di Morsi, infatti, gli Islamici hanno indetto numerose manifestazioni di protesta contro l’attuale governo ad interim, culminate la scorsa estate con i sit-in di Cairo e Giza che hanno provocato la morte di circa 1.000 persone. La polizia arrestò migliaia di manifestanti pro Morsi, compreso i capi dei Fratelli Musulmani.

Proprio ieri, un giorno prima del referendum, il pubblico ministero ha incriminato oltre 1.200 islamisti con l’accusa di aver devastato 2 stazioni di polizia nel governatorato di Menia, a sud della capitale, Il Cairo.

di Vito Di Ventura

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