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Raggiunto accordo sul nucleare iraniano

By   /   13 Gennaio 2014  /   Commenti disabilitati su Raggiunto accordo sul nucleare iraniano

centrale nucleare iranianaFusse che fusse la vorta bbona” diceva il grande Nino Manfredi in Canzonissima 1959-60, detto divenuto poi un tormentone di quegli anni. La stessa cosa forse potremmo dirla sulla annosa questione del nucleare iraniano.

L’Iran ha finalmente accettato di aprire, a partire dal 20 gennaio, le porte del programma nucleare a ispezioni giornaliere da parte degli esperti internazionali che ogni mese emetteranno il loro rapporto alle Nazioni Unite. Entro 6 mesi, a partire da quella data, dovrebbe essere firmato un accordo definitivo. In cambio di questa apertura all’Iran saranno tolte le sanzioni finanziarie che hanno fortemente danneggiato la sua economia.

Al riguardo, il Vice Ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha confermato che in base all’accordo saranno svincolati 4,2 miliardi di dollari dei 7 miliardi dei proventi della vendita del petrolio attualmente congelati nelle banche.

In cambio l’Iran arricchirà l’uranio solo al 5%, livello solitamente usato per i alimentare i reattori, interromperà l’arricchimento al 20%, che rappresenta un passo verso la produzione di armamento nucleare, ed eliminerà entro 6 mesi le scorte di uranio già arricchito al 20%. In questo lasso di tempo i P5+1 (Gran Bretagna, Cina, Francia, Germania, Russia, Stati Uniti + Iran) continueranno i negoziati per raggiungere un accordo permanente.

Inoltre, pur se le maggiori sanzioni restano ancora in vigore, l’Iran potrà iniziare a dotarsi di un’aviazione civile, industrie petrolchimiche e automobilistiche e potrà importare ed esportare oro, accedere agli aiuti umanitari e ai rifornimenti sanitari, ma non potrà accedere a banche americane.

Positivi e unanimi i commenti nel definire questo accordo un passo fondamentale su cui si può costruire per il futuro. Il Segretario di Stato americano, John Kerry, punta ai negoziati futuri che a suo dire ”rappresentano le migliori opportunità per risolvere la questione della sicurezza nazionale in modo pacifico e duraturo”.

Il Presidente Obama ha sottolineato invece che l’accordo porterà a prevenire l’acquisizione dell’arma nucleare da parte dell’Iran e che, seppure il cammino è ancora pieno di difficoltà, per il bene della pace e della sicurezza del mondo questo è il tempo di lasciare lavorare la diplomazia. Naturalmente in America non tutti si sono schierati a favore di questa soluzione e i parlamentari della linea dura vorrebbero inserire in una lista nera le industrie iraniane, le banche e le compagnie straniere che commerciano con gli USA qualora queste aiutassero l’Iran ad esportare più petrolio.

Ma ancorché il provvedimento sarebbe da applicare solo in caso di violazione dell’attuale accordo, in Iran questa posizione ha scatenato gli oppositori del governo che hanno definito l’accordo “un calice velenoso” e chiedono di procedere con l’arricchimento dell’uranio. Il Ministro Araghchi al riguardo ha precisato che ogni nuova sanzione farebbe immediatamente decadere l’accordo. Ma per acquietare gli animi il Presidente Obama ha subito risposto a questa ipotesi dicendo che: “ le sanzioni precedenti hanno aiutato a portare l’Iran al tavolo delle trattative. Imporre nuove sanzioni significherebbe far svanire tutti gli sforzi finora compiuti diretti a risolvere la questione in modo pacifico e pertanto vieterò che durante i negoziati venga presentata qualsiasi proposta di legge che preveda nuove sanzioni”.

Forse è ancora presto per cantare vittoria, ma vivamente speriamo che questa “Fusse che fusse la vorta bbona”.

di Vito Di Ventura

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