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Siria: rapporto sul programma di smaltimento delle armi chimiche

By   /   9 Gennaio 2014  /   Commenti disabilitati su Siria: rapporto sul programma di smaltimento delle armi chimiche

Sgrid KaagSigrid Kaag, la diplomatica Olandese capo della missione congiunta Onu – Organizzazione per la Proibizione delle Armi Chimiche (OPCW), incaricata della distruzione delle armi chimiche siriane, ha presentato ieri il suo rapporto alle Nazioni Unite in cui ha affermato che, nonostante il programma sia in ritardo, si concluderà entro la fine di giugno, come previsto.

Al termine dell’audizione, ai giornalisti ha dichiarato:Non ho detto che siamo in linea con la tabella di marcia, ma ritengo che il senso di cui abbiamo parlato sia l’aspettativa collettiva del Consiglio di Sicurezza…guardando alla scadenza di giugno, non ci sono motivi per dire che ci saranno ritardi, a meno di imprevisti, ovviamente. Inoltre, non dobbiamo dimenticare che la Siria è un Paese in guerra e la situazione può cambiare di giorno in giorno, ma tutto è pronto, gli investimenti sono stati fatti e le autorità hanno mostrato che il primo movimento sta per avere inizio”.

Martedì è avvenuta la prima consegna di materiale chimico di “priorità uno” che è stato imbarcato su una nave olandese nel porto siriano di Latakia. Quando il carico sarà completato, la nave olandese farà rotta verso un porto non ancora reso noto dove trasborderà il materiale su una nave americana che lo distruggerà in mare aperto con un processo di idrolisi.

In merito alla distruzione la Kaag ha precisato che il materiale di “priorità due” verrà trasferito in 2 diversi Paesi tra quelli che hanno partecipato alla gara d’appalto indetta dalla OPCW e che, al momento, non sono ancora noti. L’Italia ha offerto un porto di transito dove il materiale verrà trasferito da un mezzo all’altro.

Per dare un’idea della complessità dell’operazione la Kaag ha aggiunto: “Quando entriamo nei siti potremmo capitare nel fuoco incrociato, diretto o indiretto. La sicurezza è un problema sia per la missione e sia per le autorità siriane che sono responsabili della nostra incolumità. Per quanto riguarda la logistica, poi, riceviamo rifornimenti da diversi posti e da diversi stati e molti componenti passano attraverso Beirut, la capitale del Libano, dove siamo stati fermi a causa dello sciopero della dogana e dalla neve. Quando nevica in Siria o in Libano o in Terra Santa si paralizza tutto il sistema infrastrutturale perché questi Paesi non sono strutturati per far fronte queste evenienze e tanto meno a nevicate eccezionali“. Tenendo conto di tutti questi fattori, ha concluso la Kaag: “I risultati ottenuti sono ragguardevoli. Tutto il materiale è  arrivato, posizionato e pronto per essere usato e perciò il trasferimento può avere inizio”.

Va ricordato che la guerra in Siria fino ad oggi ha provocato oltre 100 mila vittime e milioni di dispersi, tra cui 2 milioni di rifugiati.

di Vito Di Ventura

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