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L’ Azerbaijan e i diritti umani dimenticati

By   /   8 Gennaio 2014  /   Commenti disabilitati su L’ Azerbaijan e i diritti umani dimenticati

unnamedMentre il il ministro degli Esteri Elmar Mammadyarov dichiara che l’Azerbaijanpunta a diventare uno dei principali fornitori di gas per l’Europa”, le autorità azere mettono a tacere coloro che parlano di violazioni dei diritti umani, frodi e corruzione nel paese.

Decine di inchieste giornalistiche sui media locali e internazionali hanno dimostrato che l’economia azera è monopolizzata da funzionari di alto livello e dai loro familiari e i fondi pubblici sono sottratti da un gruppo di oligarchi. Queste indagini, nonché la valutazione critica delle elezioni presidenziali da parte di organizzazioni locali e internazionali, hanno provocato l’ira delle autorità azere verso la società civile. Le voci che provano a richiamare l’attenzione sulle problematiche insabbiate dallo stesso governo, sono voci scomode e ridotte ormai al silenzio.

A metà dicembre e negli stessi giorni in cui è stato sottoscritto a Baku l’accordo internazionale per la realizzazione del Trans-Adriatic Pipeline (Tap), che trasporterà gas dall’Azerbaijan all’Europa, il parlamento azero ha approvato una serie di emendamenti alla legge sulle Organizzazioni non governative. Negli ultimi cinque anni , le autorità azere hanno creato numerosi ostacoli burocratici per le organizzazioni locali della società civile e ha cercato di indebolire le loro attività attraverso l’adozione di innumerevoli modifiche legislative reazionarie. Anche rami di organizzazioni internazionali in Azerbaijan sono nel mirino delle autorità.

La sera prima della firma del Tap, Anar Mammadli (nella foto in alto) è stato convocato nella sede della Procura, arrestato, portato immediatamente al tribunale distrettuale di Nasimi e posto in detenzione preventiva per i successivi tre mesi, in attesa del processo che lo vedrà imputato di “attività economica illegale”, evasione fiscale e “abuso d’autorità con gravi conseguenze o con l’intento di influenzare le elezioni”.

Anar Mammadli è presidente del Centro studi per il monitoraggio elettorale e la democrazia (Emds) che ha monitorato le ultime elezioni presidenziali in Azerbaijian e pubblicato relazioni critiche sul processo elettorale. La sua organizzazione collabora con le organizzazioni internazionali per i diritti umani, tra cui il Consiglio d’Europa.

Numerose organizzazioni internazionali per i diritti umani ritengono l’arresto di Anar Mammadli parte della repressione politica e Amnesty International lo ha dichiarato prigioniero di coscienza.

La vicenda di Anar Mammadli sembra seguire quella di altri oppositori politici, giornalisti indipendenti e attivisti per i diritti umani trascinati in procedimenti per reati fiscali o di droga. Sembrerebbe dunque che l’accanimento delle autorità nei confronti di Anar sia collegato nell’attività di monitoraggio della sua Ong, in occasione delle elezioni di ottobre che hanno riconfermato presidente Ilham Aliyev, al potere dal 2003. Gruppi per i diritti accusano Aliyev di frenare il dissenso e la libertà di parola, accuse respinte dalle autorità azere che affermano che i cittadini godono di tutte le libertà democratiche.

Mentre la corruzione e le tangenti fioriscono nel paese, funzionari di alto livello calpestano regolarmente lo stato di diritto attraverso la massiccia violazione dei diritti dei cittadini. Tre delle libertà fondamentali dichiarati nella Costituzione dell’Azerbaijan e la Convenzione europea dei diritti dell’uomo – la libertà di espressione , la libertà di riunione e libertà di associazione – sono minacciate sempre di più. Negli ultimi anni, due giornalisti , Elmar Huseynov e Rafig Tagi, sono stati uccisi a causa del loro lavoro. Un altro giornalista Novruzali Mammadov è morto in prigione a causa della mancanza di assistenza medica necessaria , molti altri giornalisti sono stati bersaglio di tentativi di omicidio falliti.

Nel corso degli ultimi sette anni , sono avvenuti arresti di giornalisti , blogger e difensori dei diritti umani . Nell’ottobre 2013 Human Rights Club, Ong con sede a Baku, ha pubblicato un elenco di prigionieri politici in Azerbaijan. L’elenco descrive i casi di 142 persone che si trovano in stato di detenzione o incarcerati per ragioni motivate politicamente.

Il messaggio che sembrerebbe dunque trasparire dalle autorità azere è che, anche se stanno firmando un nuovo accordo energetico strategico con l’Unione europea , non hanno bisogno di valori europei e democratici. Allo stesso tempo l’Europa si dimostra molto attenta all’agenda politica ed economica e un po’ meno alle questione dei diritti e le libertà dei paesi con la quale prende accordi.

di Elisa Cassinelli

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