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Verso un Esercito di stranieri

By   /   30 Dicembre 2013  /   Commenti disabilitati su Verso un Esercito di stranieri

esercitoA volte ritornano. Da anni, infatti, ciclicamente e con modalità diverse ma medesimi intendimenti, ritorna la proposta di arruolare cittadini stranieri nelle Forze Armate. Ultimamente l’idea è partita dal Ministro della Difesa, Mario Mauro. Ma tale proposta ha un fondamento? E quale potrebbe essere il suo impatto?

Storicamente i primi ad arruolare cittadini stranieri sono stati i Romani, e si è rivelata una scelta vincente fino al crollo dell’Impero.

E’ un corso e ricorso storico: prima la leva obbligatoria generalizzata, poi l’esercito professionale ed infine l’esercito mercenario, che segna la fine di un’epoca. Il soldato, infatti, è colui che è chiamato a battersi per la difesa della propria Patria e dei propri concittadini. Altrettanto non può dirsi per il mercenario, che combatte solo per il soldo, e che quindi è disposto a fare lavori più “sporchi”, a condizione di averne un’adeguata soddisfazione economica e, ancorché ben armato ed addestrato, resta pur sempre non legato eticamente o moralmente alla causa.

Tale forma di reclutamento ha funzionato in alcuni casi, quando venivano arruolati stranieri perché combattessero nelle colonie, che erano la “loro” madrepatria, a vantaggio dei “loro” compatrioti, o con alcuni particolari soggetti che avevano dimostrato uno speciale attaccamento per la nazione che li ospitava. Ma non è stato un fenomeno generalizzato.

Di conseguenza la domanda è: un cittadino straniero sarà mai eticamente o moralmente mosso alla causa nazionale?

In realtà, in questo momento storico siamo talmente aperti all’accoglienza che lo vogliamo dimostrare in tutti i campi, al punto di assistere a numerosi e quotidiani casi di intolleranza nei confronti delle nostre tradizioni e della nostra cultura. Forse perché noi stessi non siamo profondamente convinti di difendere e non perdere i nostri costumi e le nostre tradizioni.

Sotto l’aspetto economico poi vale una considerazione: fino a pochi anni fa le nostre Forze Armate arruolavano circa un decimo dei richiedenti, vantandosi d’incorporare così solo la “crème de la crème”. Oggi, a causa della “spending review” anche per le Forze Armate sono stati pesantemente ridotti gli effettivi e verranno sempre più contenuti, eppure si vuole allargare il bacino delle domande.

Ma in questo modo non si genera maggiore frustrazione nei cittadini italiani che vorrebbero servire la Patria? Inoltre, siamo sicuri che gli stranieri avranno una minima chance? Non creeremo un’ulteriore sacca di risentimento promettendo loro un posto di lavoro e la cittadinanza in modo ipocrita? Oppure si vuole riservare loro un certo numero di posti, discriminando così i cittadini italiani? Ma quale padre preferirebbe uno straniero al proprio figlio?

Non resterebbe che creare ulteriori posti. Ma in questo modo si contraddirebbe l’esigenza della succitata riduzione. Oppure dobbiamo aumentarli per concedere la cittadinanza agli stranieri? Come spiegarla ai cittadini italiani?

Ne deriva che forse la proposta del Ministro della Difesa è, al momento, una scelta intempestiva.

di Marco Eller Vainicher

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