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Siria: bombardata Aleppo, oltre 56 morti

By   /   23 Dicembre 2013  /   Commenti disabilitati su Siria: bombardata Aleppo, oltre 56 morti

bombardamento aleppoIl regime Siriano ha ripreso i bombardamenti contro i ribelli e ieri elicotteri, usando le cosiddette “barrel bomb” ampiamente condannate dalla comunità internazionale, hanno bombarbato un’area residenziale della città di Aleppo e i vicini villaggi Atareb e Marea, uccidendo 56 persone persone, tra cui 6 bambini, come riferito dall’Osservatorio siriano per i Diritti Umani.

Le “barrel bomb” sono una specie di ordigni improvvisati già ampiamente usate dalle forze governative siriane, costituiti da cilindri di acciaio riempiti di tritolo, pallettoni e olio che vengono lanciati da elicotteri. Il loro effetto è devastante.

Secondo il Direttore dell’Osseratorio il regime del Presidente Bashar al-Assadsta cercando di mettere la popolazione contro i ribelli, costringendoli a lasciare i villaggi e Aleppo”, città da sempre divisa tra oppositori e favorevoli al regime.

L’Osservatorio ha accusato il governo di usare armi e tattiche che non distinguono i combattenti dai civili e quindi sono illegali. Ma il regime si difende riferendo che per l’esplosione di un’auto bomba nel villaggio shiita di Omm al-Amd sono rimasti uccisi 8 civili, tra cui 6 bambini.

Come è noto gli Shiiti sostengono il governo mentre i Sunniti i ribelli che tentano di deporlo. Intanto la guerra civile ha prodotto 126 mila morti e, secondo la Croce Rossa Internazionale, oltre mezzo milione di feriti, milioni di sfollati e decine di migliaia di detenuti.

Al riguardo, il governo di Damasco ha deciso di rilasciare per ragioni umanitarie 366 detenuti, mentre giungevano a Londra i resti del dottore Abbas Khan, morto in prigione. Per il goversìno si è trattato di suicidio, mentre per i familiari è stato ucciso prima di rilasciarlo. Il Primo Ministro David Cameron ha scritto alla famiglia dicendo che Damasco dovrà rispondere di questa sporca morte.

Secondo il direttore della Croce Rossa Magne Barth: “I feriti sono spesso non ricevono cure oppure sono curati im modo inapropriato e diventano malati cronici”. La situazione è molto grave specialmente laddove i combattimenti sono più duri, come ad Aleppo, dove lo scorso giovedì ha perso la vita il giovane fotografo freelance diell’agenzia Router, Molhem Barakat. Dall’inizio dei combattimenti, 2011, sono morti 27 giornalisti professionisti e 93 non professionisti.

di Vito Di Ventura

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