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Duchamp e la ruota di bicicletta

By   /   19 Dicembre 2013  /   Commenti disabilitati su Duchamp e la ruota di bicicletta

Foto Duchamp

Nel 1913 Marcel Duchamp creò il suo primo “Ready-made”. Si trattava di “Ruota di bicicletta”, opera che aprì la strada ad altri celebri lavori con i quali l’artista francese intese proporre oggetti di serie elevandoli alla dignità di opere d’arte.

In particolare, dando vita a “Ruota di bicicletta”, Duchamp abbinò in modo apparentemente naturale un oggetto che rappresentava per eccellenza il movimento, ovvero la ruota, con un altro che lo stabilizzava (lo sgabello) per il tramite della forcella.

In occasione del centenario della creazione di questa geniale opera, il cui originale è andato purtroppo perduto, e a cinquanta anni dai viaggi che l’artista compì in Italia in occasione di due esposizioni, la Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea di Roma ha allestito l’evento “Duchamp. Re-made in Italy” che resterà aperto al pubblico fino al 9 febbraio.

Per celebrare le opere anticonvenzionali del famoso dadaista e per analizzare le influenze che lo stesso Duchamp esercitò sugli artisti italiani del suo tempo, i curatori Giovanna Coltelli, Marcella Cossu e Stefano Cecchetto hanno rispolverato dai depositi della GNAM alcuni capolavori tra cui quattordici prestigiosi ready-made del maestro francese donati nel 1997 da Arturo Schwarz al museo.

Tra le opere del maestro transalpino esposte nell’occasione troviamo lavori che vanno da “Paesaggio a Blainville”, olio su tela del 1902, fino all’ultima opera datata 1968.

Tengono degna compagnia alle opere di Duchamp anche altri lavori di alcuni artisti italiani che entrarono in rapporti con lui, come i nuclearisti Sergio Dangelo e Enrico Baj , Luca Maria Patella e quel Gianfranco Baruchello che ne divenne anche amico personale e con il quale collaborò alla realizzazione del film “Verifica Incerta”.

Marcel Duchamp (1887-1968), artista francese naturalizzato statunitense, fu un personaggio controverso; in carriera fu animatore del dadaismo e del surrealismo per divenire poi il padre del concettualismo.

Il percorso espositivo di questa retrospettiva che si snoda in sette sezioni è focalizzato, come detto, sulla donazione Schwarz ed in particolare sui ready-made, i cosiddetti oggetti “pronti all’uso”, che, estrapolati dal loro habitat naturale e decontestualizzati, vengono elevati al rango di “Arte”.

La sezione che ospita i ready-mede è di fatto la replica storica di una mostra tenuta in Via Condotti nel 1965 per la curatela di Carlo Scarpa. Da citare tra le altre realizzazioni, lavori come “Porte Bouteilles”, nonché il celebre “Orinatoio” del 1917.

Molti gli oggetti ed i cimeli che fanno da contorno all’esposizione romana. Oltre a ritratti e foto d’epoca, anche i famosi “scacchi da viaggio” e la “Boîte en Valise n° 3” (1936-1941), vero e proprio “museo portatile” creato da Duchamp mettendo insieme 70 pezzi in miniatura all’interno di una valigia Louis Vuitton, appositamente restaurata per questa mostra.

Curiosa la storia delle “valigie”. Ogni opera numerata era dedicata ad un grande mecenate, come la prima valigia dedicata a Peggy Guggenheim, oggi conservata a Venezia.

Quella organizzata nel museo di Valle Giulia si rivela dunque una mostra interessante, che oltretutto ha il pregio di essere stata allestita quasi totalmente con opere “interne” alla GNAM, il che ha consentito evidenti risparmi..

L’evento centra inoltre l’obiettivo di rivelare al pubblico il percorso artistico di Duchamp, artista che diede vita alla rivoluzione concettuale che sconvolse il Novecento, in specie focalizzando il suo rapporto con l’Italia dove il maestro ebbe ad esporre nel 1964 e nel 1965.

di Aurora Portesio

Duchamp. Re-made in Italy
a cura di Stefano Cecchetto, Marcella Cossu e Giovanna Coltelli
dall’8 ottobre 2013 al 9 febbraio 2014
GNAM Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea, Viale delle Belle Arti 131, Roma
orari: da martedì a domenica ore 10,30-19,30

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